Tempo di Libri 2017: narrativa italiana in costante crescita

Nell’ultimo biennio una crescita di due punti percentuali all’anno per i narratori italiani. Ma in sei anni l’Italia ha perso 4,3 milioni di lettori

A man reads a book in the afternoon sunshine in a park in London on October 26, 2015.  AFP PHOTO / NIKLAS HALLE'N        (Photo credit should read NIKLAS HALLE'N/AFP/Getty Images)

La narrativa italiana piace sempre di più e, in maniera costante, recupera terreno nei confronti della letteratura straniera. È questo il dato emerso durante l’incontro Un mercato fatto di tanti mercati. Narrativa italiana tenutosi a Tempo di Libri e organizzato con la collaborazione di Nielsen, la società che compie settimanalmente il rilevamento delle vendite dei libri nel nostro Paese.

Nell’ultimo biennio la narrativa italiana è cresciuta in maniera costante: se nel 2014 rappresentava il 37% del mercato e nel 2015 il 39 % del valore e delle copie del mercato italiano, nel 2016 ha toccato il 41% delle vendite di libri nel mercato della Penisola.

La narrativa italiana è cresciuta fino a toccare 162,4 milioni di libri venduti nel 2016 (nel 2015 era 156 milioni e nel 2014 a 143 milioni), un dato in controtendenza rispetto alla fiction straniera, calata dal 2011 in poi sia a valore che a copie.

La narrativa italiana così come la straniera è composta in prevalenza dalla letteratura generale. Per il mercato italiano i libri di Crime e Thriller sono in crescita (circa 400 mila copie in più rispetto al 2015), al contrario della narrativa straniera in cui hanno progressivamente ridotto il loro volume (da 4.789 del 2011 ai 3.575 del 2016).

I libri Crime e Thriller insieme a Fiction su Storia e Mitologia contribuiscono alla crescita della narrativa italiana, rispettivamente +3,2% e +1% sul 2015.

La crescita interna si rispecchia anche nell’incremento delle vendite dei diritti all’estero: secondo i dati dell’Ufficio studi dell’AIE, nel 2016 il 25% delle vendite di diritti sono di romanzi di autori italiani, nel 2007 erano solamente il 18%.

In un altro incontro tenutosi nella giornata inaugurale di Tempo di Libri - Chi ci ha abbandonato? Identikit degli italiani che hanno smesso di leggere – è emerso come negli ultimi sei anni siano stati persi 4,3 milioni di lettori. Nel 2016 sono stati circa 33 milioni gli italiani con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta in un anno, cioè il 57,6% della popolazione ovvero la stessa quota che era stata toccata nel 2000 e in aumento del + 6,8% rispetto al 2010.

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