I quadri di Hopper diventano racconti in un libro di Einaudi

Stephen King, Joyce C. Oates Michael Connelly, Jeffery Deaver e Joe R. Lansdale sono alcuni degli autori di “Ombre”

Artworks of US artist Edward Hopper are displayed as part of an exhibition dedicated to his work, on October 5, 2012 at the Grand Palais in Paris. AFP PHOTO JOEL SAGET        (Photo credit should read JOEL SAGET/AFP/GettyImages)

Stephen King, Joyce C. Oates, Michael Connelly, Jeffery Deaver, Joe R. Lansdale, Lee Child e Lawrence Block sono alcuni degli autori della raccolta di racconti Ombre, in uscita per i tipi di Einaudi.

Il filo rosso che lega questi autori sono i dipinti di Edward Hopper, da molti considerato come il più narrativo dei pittori americani del Novecento. Qualcuno scrisse che Hopper “sapeva dipingere il silenzio”, di sicuro le sue opere sono state d’ispirazione per molto cinema, pensiamo al diner più famoso d’America, con la sua vetrata di luce contro il buio della notte. Da Wim Wenders a Dario Argento sono molti i registi che nei loro film hanno reso omaggio al pittore di Upper Nyack.

hopper-einaudi-racconti.jpg In questa raccolta molto eterogenea, a cura di Lawrence Block e con le traduzioni di Luca Briasco, Fabio Deotto e Letizia Sacchini, tredici grandi scrittori entrano nel suo mondo trasformandolo in parole.

Una sigaretta fumata di fronte a una finestra aperta, lasciando che il sole penetri nelle ossa. Una coppia separata da una noia invincibile. Un cinema mezzo vuoto dove una donna aspetta
l’uomo che ama.

Nei suoi dipinti Edward Hopper ha immortalato frammenti di vita invitando chi guarda a immaginare il resto. Gli autori di questa antologia hanno dato loro respiro e ne è uscita una raccolta di testi – noir ma non solo – pieni di grazia e realismo, in cui a prendere corpo sono i personaggi dei dipinti. In tutti, come nei quadri che li ispirano, la scena americana svela il suo volto magico e oscuro, la sua struggente verità.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 36 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail