“Dynasty”, Tom Holland racconta la dinastia dei Cesari

Splendori, intrighi e decadenza della dinastia dei Cesari di Roma

Circa 50 BC, A group of Romans debating during an election where the Senators may choose a dictator. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)


L’alba di Roma è segnata dai sette re, ma il suo sviluppo come potenza regionale è contraddistinto dalla Repubblica e dalla negazione di qualsiasi forma di dispotismo. A dare una spallata al teorema repubblicano è Caio Giulio Cesare: è lui, il primo dictator, a porre l’alloro sul capo e a opporre al Senato la figura dell’uomo solo al comando. Le idi di marzo e il suo assassinio sembrano porre fine sul nascere alla deriva autoritaria che nega il teorema politico della Roma repubblicana. Ma con la dinastia giulio-claudia la caput mundi entra nella sua età imperiale.

Con Dynasty lo storico inglese Tom Holland ricostruisce l’ascesa e la caduta della dinastia dei Cesari: da Cesare ad Augusto, da Caligola a Nerone, da Tiberio a Claudio, il libro edito da Il Saggiatore mescola la dimensione pubblica a quella privata, i grandi eventi alla vita quotidiana, la documentazione storica più rigorosa alla fascinazione del mito.

dynasty.jpg Profondo conoscitore della storia romana Holland decide di concentrarsi sul secolo successivo alla morte di Cesare, quello in cui Roma diventa impero e potenza con domini che si estendono dal Mediterraneo alle lande germaniche.

Uno degli aspetti su cui lo storico insiste maggiormente è la contraddizione insita nella figura dell’imperatore che deve presentarsi come “discendente di un dio e allo stesso tempo come un uomo del popolo”.

Dalle trame di palazzo alle cronache militari, dal ruolo degli intellettuali alle cospirazioni degli oppositori, dalle carestie agli spettacoli, Dynasty è un saggio storico avvincente e illuminante.

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