“Da dove la vita è perfetta”, il ritorno di Silvia Avallone

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A quattro anni da Marina Bellezza e a sette da Acciaio, il romanzo tradotto in una ventina di paesi vincitore dei premi Campiello e Flaiano del 2010, Silvia Avallone torna in libreria con Da dove la vita è perfetta.

È ancora una volta Rizzoli a editare il quarto libro della trentaduenne scrittrice biellese che dà l’impressione di lasciare decantare a lungo le storie prima di dar loro voce. Immune alla ciclicità delle scadenze dei big dell’editoria, Avallone si prende il tempo necessario: in editoria tre o quattro anni sono un tempo molto lungo e sono davvero pochi gli autori che si sottraggono alla dimensione ipercinetica per cui è necessario alimentare il proprio personal brand con un'uscita ogni biennio.
In Da dove la vita è perfetta

c’è un quartiere vicino alla città ma lontano dal centro, con molte strade e nessuna via d’uscita. C’è una ragazzina di nome Adele, che non si aspettava nulla dalla vita, e invece la vita le regala una decisione irreparabile. C’è Manuel, che per un pezzetto di mondo placcato oro è disposto a tutto ma sembra nato per perdere. Ci sono Dora e Fabio, che si amano quasi da sempre ma quel “quasi” è una frattura divaricata dal desiderio di un figlio. E poi c’è Zeno, che dei desideri ha già imparato a fare a meno, e ha solo diciassette anni. Questa è la loro storia, d’amore e di abbandono, di genitori visti dai figli, che poi è l’unico modo di guardarli. Un intreccio di attese, scelte e rinunce che si sfiorano e illuminano il senso più profondo dell’essere madri, padri e figli.

All’uscita in libreria il romanzo di Avallone ha ottenuto immediatamente un forte riscontro di pubblico, ora attendiamo cosa ne dirà la critica che, sette anni fa, aveva segnalato il precoce talento della scrittrice a suon di riconoscimenti.

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