Le “bambine ribelli” e le loro sorelle

Il caso editoriale di questo inizio di 2017 fa parte di un filone piuttosto consolidato negli Stati Uniti

Piombato come un fulmine a ciel sereno sull’editoria italiana Storie della buonanotte per bambine ribelli è immediatamente balzato in testa alle classifiche di vendita del nostro Paese. In molte librerie le copie sono andate a ruba e nel weekend successivo alla Festa della Donna molte librerie ne erano sprovviste. Il successo del progetto editoriale di Francesca Cavallo ed Elena Favilli e le poche voci dissenzienti, come quella di Michela Murgia che ha stroncato il libro nella trasmissione Quante storie, vengono immediatamente contrastate dai sostenitori della bontà del progetto, come è accaduto con la difesa di Eleonora Voltolina su Linkiesta.

Secondo Michela Murgia il libro “è un’occasione mancata” perché il fatto di essere indirizzato solamente alle bambine rischia di diventare “un’operazione sessista” pur volendo “combattere il sessismo”. Due i punti deboli dei ritratti secondo la scrittrice sarda: la banalizzazione di personaggi complessi come Virginia Woolf e l’inserimento nella loro selezione di personaggi controversi come Margaret Tatcher descritta come “ammirevole” con una sospensione della morale che, secondo Murgia, contrasta con il fondamento primario delle fiabe: “dare strumenti morali ai bambini”.

Molto interessante è anche l’approfondimento del blog Galline volanti:

“Sarà che sono una convinta sostenitrice della complessità come valore, sarà che prediligo le piccole storie di vita alle roboanti vite straordinarie, sarà che mi insospettisco di fronte a reazioni entusiaste a priori, sarà che un po’ ho imparato a conoscere tanta buona letteratura per l’infanzia, sarà che non mi convincono i pensieri dicotomici quando ci si prefigge proprio di superare le dicotomie, sarà che trovo le sfumature molto più interessanti da esplorare, soprattutto, quando si affrontano temi delicati… Si potrebbe partire dalla copertina, indubbiamente attraente, e dal titolo chiaramente ammiccante (con le tre parole in evidenza buonanotte, bambine, ribelli) – una grandiosa operazione di marketing – si potrebbe discutere su quanto di buonanotte ci sia in queste storie (ah già, il c’era una volta iniziale), si potrebbe disquisire sul perché indirizzare in modo così netto la lettura del libro alle bambine femmine, quando pure ai maschi ci si potrebbe rivolgere”.

Galline volanti sottolinea, come la Murgia, quanto siano controversi molti personaggi inseriti nel libro: ci sono donne dello sport compromesse con il doping o una politica come Hillary Clinton che ha perso le elezioni politiche dello scorso anno proprio perché identificata come rappresentante dell’establishment... Ribelle anche lei?

Per i detrattori il libro è, quindi, un’operazione di marketing e basta esplorare gli shopping online per accorgersi di come il libro – salutato come una novità dai lettori saltuari dell’editoria per l’infanzia – faccia in realtà di un filone ben consolidato negli Stati Uniti, paese in cui è nato il progetto.

La scorsa estate è uscito sul mercato statunitense Women in Science. 50 Fearless Pioneer Who Changed the World. Le analogie sono tante, sin dalla copertina e dal titolo (al posto delle “ribelli” qui ci sono donne “impavide”). A ogni scienziata vengono dedicate due pagine: una per l’illustrazione, una per una breve biografia.

Se poi si spulcia nell’indice si scopre che alcune delle 50 scienziate (Ipazia, Rita Levi Montalcini in primis) sono presenti anche nella selezione di Cavallo e Favilli. La differenza sostanziale è nell’uniformità delle illustrazioni che nel libro sulle scienziate sono tutte firmate dall’autrice Rachel Ignotofsky, mentre nel progetto di Cavallo e Favilli sono firmate da 60 illustratrici.

Non ci sarebbe da stupirsi se fra qualche tempo arrivasse in Italia anche il libro di Rachel Ignotofsky. "È il mercato bellezza" verrebbe da dire. Quando si individua un meccanismo lo si sfrutta fino a esaurimento: un paio di mesi fa ne abbiamo parlato per l’ossessione per la parola "ragazza" nei titoli italiani.

Sempre del 2016 è Fantastically Great Women Who Changed The World di Kate Pankhurst che prende in rassegna tante grandi donne da Jane Austen a Gertrude Ederle, da Coco Chanel a Frida Kahlo, da Marie Curie ad Amelia Earhart, da Rosa Parks ad Anne Frank.

Del 2015 è Rad American Women A-Z di Kate Schatz con illustrazioni di Miriam Klein Stahl su alcune delle donne americane che hanno rivoluzionato la storia. In questo caso le donne passate in rassegna sono 26, ma la formula è la stessa: biografie + illustrazioni.

Storie della buonanotte per bambine ribelli fa parte, dunque, di un genere consolidato negli Stati Uniti, ma che finisce per fare notizia nel nostro Paese. Non è questa la sede per dibattere la questione, ma è facile capire come mai in Italia un libro del genere diventi un caso e venga presentato come innovativo. Siamo pronti a scommettere che arriveranno presto anche da noi tante altre “sorelle” delle bambine ribelli.

Intanto, con un fantastico loop familiare, Chelsea Clinton, figlia della suddetta Hillary, è pronta a uscire con She Persisted, un libro su tredici donne che hanno lottato per affermarsi con illustrazioni di Alexandra Boiger.

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