“Nel guscio”, il nuovo libro di Ian McEwan

Un grande ritorno per uno degli scrittori inglesi più amati

Da quasi quarant’anni Ian McEwan è uno delle garanzie di Einaudi nella narrativa straniera. L’autore di Bambini nel tempo, Espiazione e L’inventore di sogni può contare su uno zoccolo duro di fedelissimi lettori nel nostro Paese e ogni sua nuova uscita è attesa con trepidazione dai suoi fan.

La voce narrante di Nel guscio è il figlio che alberga nel ventre di Trudy, una donna al termine della gravidanza.

Ad attendere il nascituro nella grande casa di famiglia (e nel letto coniugale) non c'è il legittimo marito di Trudy e suo futuro padre, John Cairncross, poeta povero e sconosciuto, innamorato della moglie e della civiltà delle parole, ma il fratello di lui, il ricco e becero agente immobiliare Claude.

Dalla sua posizione ribaltata e cieca, il narratore non ancora nato gode di una prospettiva privilegiata sugli eventi in corso, ed è lui a metterci a parte di una vicenda di lutto e di sospetto dagli echi assai familiari.

“Potrei anche essere confinato in un guscio di noce e sentirmi il re di uno spazio infinito, se non fosse la compagnia di brutti sogni” diceva l’Amleto di Shakespeare e nel guscio del ventre materno il narratore racconta una storia che molti punti di contatto ha con quella del principe danese: l’edificio georgiano su Hamilton Terrace, teatro della storia dei due cognati fedifraghi Trudy e Claude, prende il posto del castello di Elsinore.

Se nel testo shakespeariano l'origliamento, l'atto di spiare e raccogliere informazioni rovistando i recessi e gli anditi del regno, è spesso motore dell'azione, nel guscio l'udito è il senso privilegiato per ragioni fisiologiche, e a essere rovistati a pochissima distanza dal capo dell'inorridito narratore sono spesso e volentieri i recessi e gli anditi del corpo materno. Mentre all'orecchio non sempre affidabile del nostro eroe non-nato si dipana la tragica detective story, nella manciata di giorni che separano il suo «esserci» dal suo protetto «non-esserci» ancora, con il conforto di qualche buon vino giunto fino a lui dalle superbe degustazioni materne, e costantemente edotto sul mondo dai programmi radiofonici di approfondimento culturale che fortunatamente Trudy preferisce a quelli musicali, il nascituro ha tempo di riflettere su di sé, sulla complicata faccenda dell'amore, sul mondo, coi suoi orrori contemporanei e con le sue desiderate meraviglie. Ha tempo e curiosità sufficienti per farsi domande, interpretare i segni della sua realtà mediata, contemplare azioni e concludere che la sua sola salvezza, la salvezza dell'uomo, sta forse nell'esitazione,

si legge nella presentazione sul sito di Einaudi.

Lunedì 21 marzo 2017, alle ore 21, Ian Mc Ewan presenterà il suo nuovo libro alla Cavallerizza Reale di via Verdi 9, a Torino. La serata è organizzata dal Circolo dei Lettori.

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