“Joseph Pulitzer”, Alleyne Ireland

Gli ultimi anni dell’uomo che rivoluzionò la storia del giornalismo raccontati dal suo segretario

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Chi era Joseph Pulitzer? Il premio che porta il suo nome compie 100 anni questa primavera e in anticipo sul Centenario, Add Editore ha deciso di pubblicare in italiano Joseph Pulitzer – Reminescences of a Secretary, il memoriale del suo segretario Alleyne Ireland uscito nel 1914 per Mitchell Kennerly e, sei anni dopo, con il titolo An Adventure with a Genius – Recollections of Joseph Pulitzer, per E.P. Dutton & Co.

Joseph Pulitzer. L’uomo che ha cambiato il giornalismo è un prezioso documento sugli ultimi mesi di vita dell’uomo che nella seconda metà dell’Ottocento rivoluzionò in maniera radicale il giornalismo. Nato in Ungheria nel 1847, Joseph Pulitzer arrivò negli Stati Uniti nel 1864 ed entrò nell’esercito nordista con il quale combatté la Guerra di Secessione. A vent’anni divenne cittadino americano e nel 1868 iniziò a scrivere per un quotidiano di lingua tedesca di Saint Louis, il Westliche Post. Nel giro di quindici anni Pulitzer scalò, grazie al proprio talento e alla propria smisurata ambizione, le gerarchie del giornalismo statunitense e nel 1883 rilevò la proprietà del quotidiano New York World salvandolo dal fallimento e portandolo, nel giro di pochi anni, a 300mila copie vendute.

Il World divenne un vero e proprio faro dell’informazione fondando il giornalismo investigativo e svolgendo il ruolo di “cane da guardia del potere” che è diventato la cifra dell’informazione di qualità in tutto il mondo. In contrapposizione con il giornalismo sensazionalistico di William Randolph Hearst (il Kane di Quarto potere di Welles), Pulitzer si batté costantemente per un’informazione corretta e accurata.

pulitzer-web-1.jpg Il libro di Ireland – tradotto da Alessandra Maestrini – restituisce ai lettori italiani il crepuscolo di Pulitzer, un uomo dalla personalità spigolosa che non vuole arrendersi alla cecità e si circonda di segretari che hanno il compito di essere i suoi occhi sul mondo. Il lungo processo di selezione e il successivo lavoro da segretario sono l’opportunità, per Ireland, di raccontare lo sfaccettato carattere e la ricchezza intellettuale di un uomo bigger than life.

L’accuratezza nella scelta dei collaboratori e di quei segretari che saranno i suoi occhi sul mondo è parente stretta di quella riservata alle informazioni da giornalista. Durante la fase di prova del suo futuro segretario, Pulitzer fa una raccomandazione all’autore del libro: “Non date mai per scontato che un particolare sia troppo piccolo o insignificante per interessarmi; non potete sapere che cosa può interessarmi. Descrivete sempre tutto con la più grande minuzia, ogni nuvola nel cielo, ogni ombra sulle colline, ogni albero, ogni casa, ogni abito, ogni ruga su ogni volto, tutto, tutto!”

Poco più avanti c’è un passaggio divenuto celebre, una dichiarazione di metodo che si trova sul sito dedicato al premio che porta il suo nome. Premesso che si debba sempre scrivere la verità, Pulitzer spiega a Ireland come questa vada “confezionata” ai lettori:

“devo presentargliela brevemente, affinché la leggano; chiaramente, affinché la capiscano; efficacemente, affinché la apprezzino; suggestivamente, affinché se la ricordino; e, soprattutto, accuratamente affinché possano essere guidati dalla sua luce”.

L’occasione del Centenario del Premio Pulitzer non è la sola ragione che giustifica la proposta di Add Editore: nel pieno del dibattito sulla post-verità, le parole di Pulitzer restano un importante paradigma deontologico per tutti coloro che operano nel mondo dell’informazione.

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