Non chiederci la parola che squadri da ogni lato, Eugenio Montale

La poesia, contenuta negli Ossi di seppia, è una dichiarazione di poetica dell’autore ligure

1st October 1975:  Eugenio Montale the Italian writer and poet born in 1906.  He received the Nobel prize for Literature.  (Photo by Keystone/Getty Images)

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato è la prima poesia della sezione Ossi di seppia che dà il titolo alla prima raccolta poetica di Eugenio Montale, pubblicata nel 1925 da Piero Gobetti.

Non è un caso che la poesia si trovi nella parte iniziale della sezione che dà il titolo al libro: la poesia è, infatti, una sorta di dichiarazione di poetica rivolta a un ipotetico “tu” che può identificarsi con un generico lettore.

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato: il testo

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti:
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato: metrica e forma


Il testo di questa nota poesia montaliana si articola in tre quartine i cui versi hanno lunghezze variabili, con una prevalenza di endecasillabi e doppi settenari. Lo schema metrico delle rime è ABBA CDDC EFEF.

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato: interpretazione


Parlando al plurale è come se Montale si facesse portavoce di un’intera generazione di poeti, rigettando le facili certezze per una nuova poetica che si può esprimere solamente in negativo. L’epilogo è senza dubbio fra i più noti dell’intero corpus montaliano: “Codesto solo oggi possiamo dirti: / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.

La dichiarazione in negativo è rafforzata dall’iterazione del “non” che compare altre due volte nei versi precedenti.

Anche l’immagine dell’ombra è un’immagine in negativo dell’uomo che, secondo il poeta, non è in grado di fornire una parola infallibile e definitiva.

Montale si propone, insomma, all’opposto del poeta-vate Gabriele D’Annunzio, la personalità più forte della poesia italiana di inizio Novecento.

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