“Il mestiere dello scrittore” secondo Haruki Murakami

L’eterno candidato al Nobel rivela i segreti della (sua) scrittura

Japanese writer Haruki Murakami poses for photographers prior to an award ceremony for the Germany's Welt Literature Prize bestowed by the German daily Die Welt, in Berlin on November 7, 2014.  AFP PHOTO / JOHN MACDOUGALL        (Photo credit should read JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images)

Da alcuni anni il candidato numero uno al Premio Nobel è sempre lui, Haruki Murakami, ma il premio per questioni politiche o di politica culturale viene dirottato puntualmente lontano dal Giappone.

Nel mondo dei lettori, invece, senza se e senza ma ogni libro di Murakami è atteso come un evento e non fa certo eccezione Il mestiere dello scrittore, da poco in libreria per Einaudi.

Come si impara a scrivere? Esistono dei veri e propri esercizi per l'aspirante romanziere? Cosa determina l'originalità di un libro? La scuola prepara davvero alla vita o serve solo a rendere i ragazzi conformisti? Qual è l'importanza della forma fisica per un romanziere? Per chi si scrive? E, ancora, è giusto assegnare ai premi letterari tanta importanza? Uno scrittore dove "trova" i personaggi da mettere in scena?

Con Il mestiere dello scrittore Murakami Haruki compie un gesto straordinario e inaspettato: fa entrare i suoi lettori nell'intimità del suo laboratorio creativo, li fa accomodare al tavolo di lavoro e dispiega davanti a loro i segreti della sua scrittura.

Si tratta di "chiacchiere di bottega", confidenze, suggerimenti, che presto però si aprono a qualcosa di più: una riflessione sull'immaginazione, sul tempo e l'identità, sul conflitto creativo tra forma e libertà.

mestiere-scrittore.jpgIl mestiere dello scrittore è, quindi, un’autentica autobiografia letteraria di uno degli autori più schivi del pianeta. È un libro pieno di curiosità e rivelazioni sul mondo di Murakami. Si scopre, per esempio, che la sua prima e più importante editor è la moglie, che legge tutto quello che scrive e di cui lui ascolta tutti i consigli.

Ci racconta delle due riscritture di Dance Dance Dance: la prima a Roma, in una stanza d'albergo confinante con una coppia un po' troppo focosa, la seconda a Londra dopo essersi accorto che la versione salvata è andata perduta per la cancellazione del dischetto su cui era salvata.

Come in ogni buon romanzo che si rispetti, però, c’è un colpo di scena: mesi dopo la prima versione salta fuori e Murakami deve ammettere che la seconda, che senza l'inghippo informatico non avrebbe mai scritto, è molto migliore della prima.

Un libro pieno di confidenze, dettagli biografici, ammissioni di passi falsi che farà la gioia dei numerosi fan dell’autore nipponico.

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