La biblioteca che si “ribella” al decreto anti immigrati di Trump

A Segrate metterà in evidenza i libri dei sette Paesi messi al bando dal decreto anti-immigrati di Trump

Come si contrasta l’intolleranza? Con la conoscenza. Qual è l’arma più potente per abbattere i muri? Un libro. Alla biblioteca di Segrate si è deciso di dare un segnale culturale al decreto anti immigrati di Donald Trump.

Gli Stati Uniti bloccheranno per quattro mesi gli accessi degli immigrati di Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen e, fino a data da destinarsi, quelli dei profughi provenienti dalla Siria?

Per 120 giorni la biblioteca di Segrate esporrà negli scaffali che fungono da vetrina del fondo librario libri e film di autori di quei Paesi.

Un piccolo grande gesto per stimolare la riflessione dell’utenza della biblioteca. D’altronde è proprio questo ciò che deve fare una biblioteca.

“Leggere e ascoltare direttamente le loro voci ci può far comprendere meglio l’assurdità di un simile atto, avvicinandoci alle persone che lo subiranno, promuovendone la cultura e la libertà di pensiero. Le posizioni di Trump stanno suscitando accese proteste in tutto il mondo: uomini, donne e bambini, rifugiati richiedenti asilo o già in possesso di regolare visto, colpevoli di essere nati nel Paese sbagliato”,

ha spiegato il sindaco Paolo Micheli a Patrizia Tossi de Il Giorno.

Da Aznar Nafisi a Marjane Satrapi, da Bijan Zarmandili a Nuruddin Farah, una selezione di voci eccellenti verrà esposta nella sede del centro cittadino, in via XXV aprile.

“La cultura di un paese come gli Stati Uniti si è formata e continuamente si forma grazie all’apporto di voci diverse”, si legge nel documento che presenta l’iniziativa.

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