“La casa dei Krull”, Georges Simenon

Adelphi riporta in libreria un romanzo (senza Maigret) che parla di tolleranza verso gli stranieri. La traduzione è di Simona Mambrini

13th February 1973:  Author Geoges Simenon anticipates his 70th birthday at his villa in Epalinges, Switzerland, with the announcement that after it he wishes never to write again and 'wants to live in peace'.  (Photo by Keystone/Getty Images)

Cresce l’attesa per l’uscita in libreria, prevista per il 2 febbraio 2017, de La casa dei Krull, romanzo scritto da Georges Simenon alla fine degli Anni Trenta e già pubblicato in Italia con il titolo Casa Krull (traduzione letterale di Chez Krull) nel 1965 da Mondadori.

Stavolta Maigret non c’è, ma c’è tutto ciò che fa di Simenon uno degli autori più amati degli appassionati del genere noir.

casa-dei-krull-maigret.jpg Siamo nel nord della Francia, la famiglia Krull, di origine tedesca, dirige una drogheria-bistrot ai margini della città. Dalla Germania arriva il loro cugino Hans che, a causa del suo carattere scontroso, crea qualche problema ai parenti che lo ospitano.

Quando nel canale antistante la casa dei Krull viene ritrovato il cadavere di una giovane ragazza violentata, i sospetti ricadono inevitabilmente sugli stranieri.

In un magistrale crescendo di tensione, e con un singolare (e formidabile) rovesciamento, vediamo montare l'ostilità della popolazione francese verso la famiglia tedesca, e l'avversione per una minoranza, che rappresenta un perfetto capro espiatorio, degenerare progressivamente in odio e violenza. Mentre all'interno della casa dei Krull ciascuno deve fare i conti con le proprie colpe e le proprie vergogne nascoste….

La casa dei Krull è un romanzo oscuramente profetico, scritto alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, nel quale Simenon

affronta un tema che gli sta molto a cuore, e lo fa scegliendo il punto di vista, disincantato e sagace, di un cugino dei Krull, un ospite tanto più inquietante, e imbarazzante, in quanto diverso, per così dire, al quadrato: diverso, come i Krull, dagli abitanti del paese, ma diverso anche da loro stessi, perché dotato di un buonumore “sconosciuto in quella casa”, e di una disinvoltura, di una “leggerezza fisica e morale” che la rigida etica protestante paventa e aborre – e sarà proprio questa sua intollerabile estraneità a scatenare la tempesta,

si legge sul sito di Adelphi che ripubblica il libro con la traduzione di Simona Mambrini.

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