Greco e latino lingue morte? Due libri ci dicono di no

“La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco” di Andrea Marcolongo e “Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile” di Nicola Gardini portano le lingue dell’antichità fra i bestseller

15th March 44 BC, The assassination of Gaius Julius Caesar (c.98 - 44 BC), Roman general and statesman. He was killed on the Ides of March (15th) by a group of senators including Gaius Cassius and Marcus Junius Brutus as he entered the senate house in Rome. Original Artwor (Photo by Edward Gooch/Getty Images)


“Greco e latino, ma a che ti serve imparare una lingua morta?”. Generazioni e generazioni di studenti dei licei classico e scientifico si sono sentiti rivolgere questa domanda, quasi sempre senza avere la risposta pronta. La risposta, però, è arrivata qualche anno dopo quando il “regime duro” dell’apprendimento di queste due lingue ha spianato la strada negli anni dell’università e delle eventuali specializzazioni. Perché il greco e il latino insegnano soprattutto un metodo, una disciplina dello studio che, volenti o nolenti, torna comoda persino quando si studia per diventare medico o ingegnere.

Nelle ultime settimane è successo un fatto piuttosto insolito. Parallelamente al successo di un libro che racconta Giacomo Leopardi con una prospettiva inedita, due libri sul greco e il latino sono finiti nei quartieri alti dei bestseller della settimana a cavallo del 2016 e del 2017: La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco di Andrea Marcolongo (Laterza) e Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile di Nicola Gardini (Garzanti).

“La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco” di Andrea Marcolongo


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Nel suo libro Andrea Marcolongo (in passato ghost writer per Matteo Renzi e oggi consulente di comunicazione) sceglie nove ragioni “per amare e raccontare ciò che il greco sa dire in modo unico”, ma anche “per spazzar via ogni paura trasformandola forse in passione”.

Marcolongo racconta i modi di dire del greco antico, spiega come i numeri dei sostantivi siano tre (singolare, plurale e duale) e come esistesse un modo verbale (l’ottativo) per esprimere il desiderio.

Il greco, insomma, era una lingua in grado di esprimere l'amore e una visione del mondo, un idioma che, secondo Marcolongo, è ancora “oggi utile e geniale”.

“Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile” di Nicola Gardini


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Con un libro personale e appassionato, Nicola Gardini risponde alla domanda con la quale abbiamo aperto questo post: a che cosa serve il latino? Per Gardini questa lingua è lo strumento che è servito e serve a fare di noi quelli che siamo. La politica, la scienza e la poesia sono maturate con questo linguaggio che per secoli, ben oltre la fine dell’Impero Romano, è stato capace di valicare i confini. Per quasi duemila anni il latino è stato quello che l’inglese è ai giorni nostri, la lingua per eccellenza della comunicazione interculturale.

Anche senza alcuna conoscenza grammaticale, il libro di Gardini aiuta a comprendere come questa lingua sia tuttora in grado di dare un senso alla nostra identità.

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