Tre poesie di Natale

Gautier, Rodari e Heine raccontano il loro Natale

Albero di Natale

Booksblog augura a tutti un felice Natale e lo fa con tre poesie di tre autori molto diversi fra loro.

La prima, Il pellerossa nel presepe dell’italiano Gianni Rodari, autore giocoso che immagina l’anomala intromissione di un pellerossa nel presepe. La collisione fra l’universo natalizio e quello del selvaggio West produce un ironico cortocircuito con un messaggio finale di pace.

I tre Santi Magi descrive il viaggio dei re che, guidati dalla cometa, arrivano alla capanna di Betlemme. Una storia breve ma densa quella di Heinrich Heine.

Dopo l’Italia e la Germania, la terza poesia arriva dalla Francia, da Theophile Gautier che in Natale descrive la capanna della natività.


Il pellerossa nel presepe di Gianni Rodari

Il pellerossa con le piume in testa
e con l’ascia di guerra in pugno stretta,
come è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l’asinello, e i Magi sul cammello,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via, Toro Seduto:
torna presto da dove sei venuto.
Ma l’indiano non sente.
O fa l’indiano.
Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua
ha fatto tanto viaggio,
perché ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà


I Tre Santi Magi di Heinrich Heine

I tre santi Re Magi dall'Oriente
chiedono in ogni piccola città:
«Cari ragazzi e giovinette,
dite, la strada per Betlemme è per di qua?»

Né i giovani né i vecchi non lo sanno
e i tre Re Magi sempre avanti vanno;
ma una cometa d'oro li conduce
che lassù chiara e amabile riluce.

La stella sulla casa di Giuseppe
ecco s'arresta: là devono entrare.
Il bovetto muggisce, il bimbo strilla,
e i tre Re Magi prendono a cantare.


Natale di Theophile Gautier

Il cielo è nero, la terra è bianca
Campanelli, suonate allegramente!
Gesù è nato e la Vergine madre guarda
Il suo piccolo viso affascinante.

Nessuna tenda maestosa
Per proteggerlo dal freddo,
Niente altro che delle ragnatele
Che si appendono al soffitto.

Lui trema sulla paglia fresca,
Questo piccolo bimbo Gesù,
E per riscaldarlo nel suo lettino
L’asinello e il bue gli soffiano sopra.

La neve cuce i suoi ricami,
Ma sul tetto il cielo si apre,
E, tutto in bianco, il coro degli angeli,
Cantano ai pastori: “Natale! Natale!”

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