Natale 2016, sette buoni motivi per regalare un libro

Ecco perché Booksblog vi consiglia di regalare libri nelle feste di fine anno

Natale


Mancano pochi giorni a Natale, allo scambio dei doni in programma la notte della Vigilia o al pranzo del 25 dicembre. Anche se i regali tecnologici imperano, il libro, quello di carta che stimola anche l’intelletto, l’olfatto e un tattilità più che digitale resiste alla grande. Anche quest’anno se ne regaleranno milioni.

Noi di Booksblog qualche dritta ve l’abbiamo data pensando per generi. Vi abbiamo suggerito 7 libri fantasy, ma anche 10 romanzi, mettendo insieme gli autori più noti e quelli da scoprire.

Abbiamo fatto una lista dei 10 saggi più interessanti del momento, libri adatti a chi si interroga e non legge solamente fiction. Abbiamo pensato anche agli sportivi proponendo titoli che permettono di rivivere le emozioni della competizione seduti tranquillamente in poltrona.

Poi via abbiamo suggerito alcune uscite recenti come Paradiso di José Lezama Lima, Il maestro delle ombre di Donato Carrisi, Il pregiudizio universale, libro corale edito da Laterza, e, ancora, Tagliare le nuvole col naso di Ella Frances Sanders, Crocevia di Mario Vargas Llosa, Storie di Natale degli autori Sellerio e il nuovo scherzoso libro con le frasi dell’Osho romanesco inventato da Federico Palmaroli.

Noi al fatto che regalare un libro sia un gesto prezioso ci crediamo veramente. Ecco sette buone ragioni per farlo.

1. È una prova della capacità di comprendere l’altro, i suoi gusti e le sue preferenze. Come donatori facciamo il lavoro degli algoritmi di Amazon basandoci sulle esperienze condivise con i destinatari. Un libro azzeccato è la prova che il donatore ci conosce così tanto da sapere cosa ci piace e cosa non ci piace.

2. Oltre a denotare la conoscenza che l’altro ha di noi, il dono del libro ci dice qualcosa anche sul donatore. Per esempio ci fa intuire quali libri non ci avrebbe regalato o magari ci sorprende perché da lui ci saremmo aspettati altro.

3. Arricchito da una dedica diventa davvero un pezzo unico. Anche a distanza di anni, ci si ricorda di chi ci ha regalato un libro, è come se ci fosse una doppia storia: quella dentro e quella tutta intorno al volume.

4. Il libro, specialmente quando la lettura è condivisa, cioè quando il donatore ha già “testato” la validità del dono, può diventare un piccolo mattoncino dell’amicizia. Sul libro si plasmano le idee e sulle idee si plasma il dialogo che arricchisce qualsiasi tipo di relazione umana.

5. Regalare un libro è lasciare un segno di noi nella casa di un altro, ma anche – chi lo sa? – seguirlo nei suoi viaggi, nelle attese, nei minuti che precedono il sonno.

6. Il dono del libro è anche chiedere all’altro di rallentare la marcia, di prendersi il tempo per la riflessione e di ritagliarsi uno spazio impermeabile alla connessione 24/7. È il modo più bello e duraturo per occupare i tempi “morti” e farli diventare floridi.

7. In alcuni casi può essere una forma d’aiuto, il modo per far sorridere chi è triste, dare speranza a chi l’ha persa, riportare coi piedi per terra chi ne ha bisogno, dare una direzione a chi è smarrito. Tante volte il libro vuol dire che chi ci vuole bene ha scelto di usare quelle pagine lì per dircelo.

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