Resistere alla sorveglianza globale

“L’arte della rivolta” di Geoffroy de Lagasnerie e “Offuscamento” di Finn Brunton e Helen Nissenbau, editi da Stampa Alternativa, indagano le strategia della resistenza alla sorveglianza globale

Edward Snowden Speaks To The Guardian

Uscito qualche settimana fa nei cinema italiani, Snowden di Oliver Stone ha riacceso i riflettori sulla sorveglianza di massa messa in atto dai servizi di intelligence ai danni di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Nei giorni del Datagate e nei mesi successivi a quell’incandescente giugno 2013 si è fatto un gran parlare del rispetto della privacy, dell’onniscienza delle agenzie di intelligence e dei diritti dei cittadini sistematicamente violati.

Due libri usciti quest’autunno per i tipi di Stampa Alternativa contribuiscono a mantenere vivo il dibattito sulle questioni relative alla sorveglianza globale prendendo in esame due diversi aspetti: se L’arte della rivolta. Snowden Assange Manning di Geoffroy de Lagasnerie prende in esame quelli che sono gli aspetti sociali, politici e giuridici di questo nuovo tipo di rivolta nei confronti del potere, Offuscamento. Manuale di difesa della privacy e della protesta di Finn Brunton e Helen Nissenbaum spiega quali strategie possono essere messe in atto per evitare che i nostri dati vengano depredati e commercializzati da soggetti non autorizzati.

“L’arte della rivolta” di Geoffroy de Lagasnerie


Edward Snowden, Julian Assange e Chelsea Manning non possono essere visti – secondo de Lagasnerie – come dei semplici whistleblower, ma rappresentano piuttosto dei personaggi esemplari capaci di dare vita a una nuova forma di resistenza:

“Le lotte legate alle questioni dei segreti di Stato, della sorveglianza di massa, della protezione della vita privata e delle libertà civili nell’era di Internet , pongono problemi nuovi e quindi devono costituire per noi il punto di partenza per una riflessione critica, di un interrogarsi sulla possibilità di pensare e di agire diversamente”.

Il saggio non si sofferma sulle coraggiose imprese portate a termine da questi tre personaggi di rottura, ma tenta di analizzare le conseguenze sociali e politiche delle loro azioni. La repressione messa in atto nei confronti dei whistleblower è feroce non tanto per la gravità dei reati, quanto per la destabilizzazione del diritto, della politica e delle cornici statali.

larte-della-rivolta.jpg Le azioni di Assange e Manning danno battaglia alla nozione di segreto di stato, quelle di Snowden mettono a nudo una sorveglianza globale che utilizza il terrorismo come pretesto per spiare i propri cittadini, gli alleati e gli avversari politici, i grandi player dell’economia e della finanza.

Snowden, Assange e Manning sfidano la legge perché è “sempre molto più sovversivo porre in questione i dispositivi che tenere discorsi, anche molto radicali, nel quadro di dispositivi riconosciuti e stabiliti”. In parole povere: le proteste in piazza, gli scioperi e i sit-in sono forme del passato che vanno superate da nuove modalità di rivolta non codificate e più efficaci.

Partendo dal presupposto che “lo stato può essere criminale. E quindi quello di chi disobbedisce a una legge può essere un atto legale”, i tre protagonisti spostano in una nuova dimensione la disobbedienza civile. E portano il dibattito a un livello di astrazione che ha come definitivo traguardo la denazionalizzazione delle menti, perché “nasciamo nello Stato, occupati dallo Stato, definiti dallo Stato. Siamo oggetti dello Stato, degli oggetti dello Stato, sottoposti allo Stato”.

“Offuscamento” di Finn Brunton e Helen Nissenbaum


Durante la Seconda Guerra Mondiale gli aerei militari rilasciavano delle fettucce di carta alluminio che facevano comparire sui radar nemici decine e decine di finti aerei. Questa tecnica di offuscamento permetteva al vero aeroplano di guadagnare tempo per potersi spostare fuori dal raggio di avvistamento.

offuscamento.jpg L’episodio, citato da Brunton e Nissenbaum all’inizio del loro saggio, spiega in maniera molto semplice che cosa sia l’offuscamento ovverosia “l’aggiunta deliberata di informazioni ambigue, confuse e ingannevoli atte a interferire con la costante raccolta di dati personali da parte di autorità, imprese, inserzionisti, hacker e quant’altri”.

Non siamo sorvegliati solamente dalle agenzie di intelligence. Sulle nostre tracce ci sono tutti coloro che possono trarre profitto dai nostri dati. Difendersi è possibile e questo saggio che ha come sottotitolo “Manuale di difesa della privacy e della protesta” spiega alcune delle odierne strategie di offuscamento con le quali resistere all’invasività del controllo e dello sfruttamento dei dati. Senza proporre inutili barricate, il saggio chiarisce le basi teorico-filosofiche dell’offuscamento e ne rivendica l’importanza sociale come strumento a tutela della privacy, della libertà e del dissenso nell’epoca del digitale.

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