Il pregiudizio universale, un "manuale" contro i luoghi comuni

Un saggio collettivo per fare piazza pulita dei pregiudizi che inquinano il pensiero

L’abito non fa il monaco. I bambini sono buoni. Con la cultura non si mangia. La democrazia è il governo del popolo. Le donne non sanno guidare. I giovani non leggono. Le ideologie sono morte. Gli immigrati ci rubano il lavoro. Gli insetti sono bestie schifose. L’Islam è intollerante. Il jazz è difficile. La letteratura italiana è morta. La mafia è invincibile. Di mamma ce n’è una sola. Non ci sono più le mezze stagioni. La musica classica va ascoltata in silenzio. Il Nord ha colonizzato il Sud. Il pesce fa bene alla memoria perché contiene fosforo. I politici sono tutti ladri. La rete non ha padroni. La salute non ha prezzo. Il Sud vive alle spalle del Nord.

La lista dei pregiudizi è lunghissima e Il pregiudizio universale, opera collettiva di Laterza prova smontarne alcuni molto radicati nel nostro Paese. Lo fa con firme autorevoli, su tutte quelle di Zygmunt Bauman, Corrado Augias, Nicola Lagioia, Paolo Fresu, Loredana Lipperini, Elasti, Carlo Petrini, Massimo Montanari, Sergio Romano, Ignazio Visco, Luca Mercalli, Maurizio Ferraris e Luciano Canfora.

il-pregiudizio-universale-laterza.jpg Perché i pregiudizi sono così radicati? “Perché si fa prima, appunto. Perché i pregiudizi non pongono domande e non chiedono verifiche. Sono lì, belli e pronti, adatti a qualunque uso: sono idee preconfezionate. Le abbiamo ricevute (idées reçues, dicono i francesi) e ce ne serviamo per fare più in fretta (it’s faster, dice Clooney). Già: ma da chi li abbiamo ricevuti i pregiudizi? Dalla tradizione, di solito. Sono giudizi sedimentati nel tempo, diffusi attraverso il passaparola, trasmessi di generazione in generazione”, spiega nell’introduzione Giuseppe Antonelli.

Il saggio di Laterza cerca di sradicare anche quei pregiudizi all’apparenza “positivi” e “confortanti” che nascondono in realtà una discriminazione all’incontrario: “le donne sono migliori degli uomini”, “gli ebrei sono intelligenti” e via dicendo…

Come combatterli? Leggendo, approfondendo e documentandosi. E un libro come questo può essere un ottimo punto di partenza. E, a ridosso del Natale, un’occasione per accendere nuove idee e non solo luci di Natale.

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