Libri, le copertine più belle in mostra a Milano

Le copertine che hanno cambiato l’editoria italiana in mostra al Laboratorio Formentini di Milano fino al 25 novembre

Nell’ultimo decennio una generazione di illustratori e di designer italiani ha mandato in soffitta il vecchio adagio secondo il quale “un libro non si giudica mai dalla copertina”. La copertina e il titolo sono i due elementi del primo epidermico contatto fra il lettore e il libro: una copertina azzeccata è una potente calamita per i bibliofili più incalliti e per gli esteti che ritengono che anche l’occhio voglia la sua parte. E molte volte un libro si acquista anche perché ci piace la sua veste grafica.

Alla rivoluzione grafica che ha cambiato il panorama editoriale nazionale è dedicata Cover Revolution!, una mostra curata da Melania Gazzotti che sta girando per il mondo e che sarà visitabile al Laboratorio Formentini di Milano fino al prossimo 25 novembre.

“Cover Revolution ha aperto a New York, perché è un progetto dell'Istituto Italiano di Cultura, ora è a Milano e poi andrà a Dublino. L'idea è quella di valorizzare gli illustratori italiani, che hanno cambiato il volto dell'editoria italiana degli ultimi anni”,

ha spiegato ad Askanews Gazzotti che ha anche curato il libro Cover Revolution! per Corraini.

Nel libro e in mostra ci sono i lavori di Franco Matticchio, Olimpia Zagnoli, Lorenzo Mattotti, Guido Scarabottolo, Gianluigi Toccafondo ed Emiliano Ponzi, che era presente all'inaugurazione milanese e che ha spiegato l'approccio dell'illustratore alla copertina di un libro:

“Il nostro è un atto di seduzione quindi non è importante conoscere esattamente tutti gli snodi della trama del libro, ma riuscire a rilasciare quella che è un'idea vera, concreta di quello che è il contenuto, senza svelare troppo”.

Il "decano" degli illustratori esposti è Guido Scarabottolo, figura quasi leggendaria nell'ambiente, che ha sottolineato con grande umiltà come le copertine non siano una sorta di "proprietà": “Io non faccio il pittore, faccio le copertine dei libri e la copertina di un libro non è mia, è del libro, del suo autore e dell’editore”.

Accanto alle tavole la mostra propone anche i libri per i quali sono state concepite e se Ponzi ha ricordato l'apprezzamento ricevuto da un gigante spigoloso come José Saramago, Scarabottolo - che vanta tra i suoi fan anche il Nobel irlandese Séamus Heaney - ha parlato anche della difficoltà di alcuni aspetti del lavoro: “Per me è difficile lavorare per quelli che mi piacciono di più, perché mi dà problemi di imbarazzo”.

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