Le otto montagne, Paolo Cognetti

L’ultimo romanzo dello scrittore milanese è già stato venduto in 25 paesi

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Paolo Cognetti è uno dei più talentuosi scrittori italiani. La raccolta di racconti Una cosa piccola che sta per esplodere, uscita per Minimum Fax nel 2007, racchiude cinque storie di adolescenti, di cose piccole che stanno per esplodere. Fra queste cinque storie ce n’è una – la più potente e sincera – che si intitola La stagione delle piogge e racconta, con sguardo acuto e delicatezza, l’estate di un adolescente che stringe amicizia con un uomo della montagna.

Di un’altra amicizia nata in montagna e di un altro ragazzo racconta Le otto montagne, il romanzo di Paolo Cognetti pubblicato da Einaudi e già acquistato in ben 25 Paesi prima ancora della Buchmesse di Francoforte.

“Si può dire che abbia cominciato a scrivere questa storia quand'ero bambino, perché è una storia che mi appartiene quanto mi appartengono i miei stessi ricordi. In questi anni, quando mi chiedevano di cosa parla, rispondevo sempre: di due amici e una montagna”, spiega Cognetti parlando del suo ultimo lavoro.

copertina-otto-montagne-cognetti.jpg Protagonista di questa storia è Pietro, un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. Sua madre lavora in un consultorio di periferia, il padre, invece, è un chimico, un uomo ombroso che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. Scoperto il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo.

A Grana c’è Bruno, un suo coetaneo che invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, “la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui”. Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: “Eccola lí, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino”. Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.

Paolo Cognetti entra nel catalogo Einaudi e conoscendone le doti si può ben affermare che sia il naturale approdo di un talento cristallino, come scrisse una volta Goffredo Fofi uno scrittore vero che “sa quel che vuole e quel che fa”.

Foto | Facebook

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