La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta, Andrea Camilleri

Il 101esimo libro dello scrittore di Porto Empedocle si svolge nell’immaginaria Vigàta, già teatro delle avventure del commissario Montalbano

Andrea Camilleri - Q&A: The 5th International Rome Film Festival


I lettori di Andrea Camilleri hanno letto il nome di Vigàta decine di volte, i telespettatori che da anni seguono le vicende del commissario Montalbano interpretate da Luca Zingaretti la conoscono come le loro tasche.

Eppure una ricerca su Google Maps rischia di essere estremamente deludente. Perché Vigàta, località in provincia di Montelusa, non esiste o meglio non esiste con quel nome visto che la fantasia si àncora sempre a qualcosa di reale. Vigàta è un po’ come la Macondo di Gabriel Garcia Marquez o come le città invisibili di Italo Calvino.

11-camilleri.jpg A forza di intrecciare destini, Camilleri ha reso la cittadina siciliana familiare a tanti italiani, tanto che La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta, uscito da Sellerio alcuni giorni fa si è subito insediato nella top ten dei libri più venduti in Italia.

Non un romanzo, ma otto racconti vigatesi che abbracciano un arco temporale che va dal 1862 al 1950. A unirli è il “comune assoggettamento al regime della voce poderosa del narratore, che risuona dentro la scrittura”. L’ironia e la padronanza della lingua di un autore con 101 titoli all’attivo giocano la storia, con il ventennio nero, con il “Generalissimo” Garibaldi e con uno dei punti di riferimento della narrativa di Camilleri: Luigi Pirandello.

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