Bussola, Mathias Enard

The ruins of the ancient city of Palmyra in Syria, circa 1880. A view from near the Triumphal Arch. (Photo by Spencer Arnold/Hulton Archive/Getty Images)

È uscito alcune settimane fa per i tipi della e/o Bussola, romanzo con il quale il francese Mathias Enard ha vinto il Premio Goncourt 2015.

Al centro della storia narrata da Enard c’è l’amore fra Franz, uno specialista dell’Oriente, e Sarah, anch’essa studiosa delle civiltà orientali. La loro storia dura anni e si snoda attraverso Europa, Iran, Siria e Turchia.

bussola-mathias-enard.jpg Ma dietro al plot principale, c’è un secondo livello di lettura altrettanto prezioso, quello che descrive una storia altrettanto tormentata: quella del rapporto fra l’occidente e l’oriente.

Con un’erudizione impressionante che affascina senza mai offuscare il piacere della lettura, Enard racconta le vite avventurose e appassionate di scrittori, avventurieri, musicisti, viaggiatrici che si sono lasciati ammaliare dall’esotismo e dalla sensualità di luoghi come la Persia, Costantinopoli e Palmira.

Pur restando all’interno della godibilissima dimensione del romanzo, Enard si interroga su cosa sia stato l’orientalismo: “un miraggio del deserto favorito dai fumi dell’oppio, dai profumi delle spezie e dalle mire coloniali dell’Europa, o un vero incontro tra culture diverse ma complementari, l’una bisognosa dell’altra, alla continua ricerca dell’Altro che ci completa?”. Alla Bussola di Enard il compito di rispondere alla domanda.

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