Il falso nemico, Corrado Formigli

Nel saggio del giornalista de La7 le contraddizioni della guerra civile siriana

Si chiama Il falso nemico. Perché non sconfiggiamo il califfato nero (Rizzoli) il libro con il quale Corrado Formigli tira le somme di oltre due anni di lavoro – nella sua trasmissione Piazzapulita – sullo Stato islamico e la guerra civile siriana.

Chi c’è dietro l’Isis? Com’è possibile che poche migliaia di jihadisti abbiano inventato dal nulla uno Stato grande come il Regno Unito e siano in grado di organizzare stragi in ogni angolo del pianeta?

A margine della presentazione avvenuta in settimana alla Feltrinelli di Galleria Colonna a Roma, il giornalista ha raccontato il libro focalizzando l’attenzione sull’alto numero di perdite fra i civili:

“Ci sono migliaia di civili, tantissimi bambini, che vengono uccisi dalle bombe, loro sono sicuramente innocenti, cento bambini nell'ultima settimana, un dato spaventoso nell'indifferenza dell'Occidente più totale. Chi bombarda questi civili? Li bombardano i siriani di Assad, i russi e in questa situazione chi c'è sul territorio di organizzato, Al Nusra, cioè Al Qaida, che si è rinominato in un altro modo, ma è sempre la stessa roba”.

Per Formigli, primo giornalista italiano ad entrare nella Kobane occupata dallo Stato islamico, siamo vicini a un paradosso:

“A questo punto arriviamo al paradosso che per fermare le bombe sui civili bisognerebbe aiutare Al Nusra, ma questo è impensabile o almeno sarebbe stato impensabile fino a poco tempo fa, perché oggi apprendiamo che gli americani stessi si pongono il tema di armare eventualmente al Nusra dotandolo di sistemi antimissilistici per cercare di fermare i missili dei siriani di Damasco e dei russi. Siamo arrivati al punto che gli americani arrivano a pensare di aiutare Al Qaida per fermare i bombardamenti sui civili e per fermare i russi”.

Nella latitanza statunitense chi ci guadagna?

“Vince un dittatore, Assad, e vince Putin, che è un altro semi-dittatore, ma sicuramente è uno che delle sue azioni non deve rispondere all'opinione pubblica del suo paese, in questa situazione l'Europa manca completamente e i bambini continuano a morire”.

Formigli sostiene che l’unico modo per arginare il fondamentalismo sia una buona integrazione e, affinché questa si realizzi, occorre fare bbuona informazione:

“Mi direte: c'è il siriano che è arrivato in Germania e che progettava un attentato. Però chi è che ha bloccato e arrestato il siriano in Germania? Altri due rifugiati, altri due profughi siriani, che sono stati i primi a immobilizzarlo, c'è una fotografia che lo dimostra. L'antidoto al fondamentalismo, al terrorismo, prima di tutto viene da quei profughi. Se non facciamo integrazione costruiamo i terroristi di domani”.

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