"Un partigiano mi disse", di Gabriele Del Grande

Un reportage sulla situazione siriana raccontata dalla gente comune

Lo hanno conosciuto in tutto il mondo dopo il documentario “Io sto con la sposa”, sbarcato nel 2014 alla Mostra del Cinema di Venezia. Oggi Gabriele Del Grande ritorna in veste di scrittore, con un libro che racconta la Siria dal punto di vista meno mainstreaming possibile.

Il libro intitolato “Un partigiano mi disse” è al momento un progetto di crowdfunding  ma sta avendo successo e supporto per la pubblicazione di un’inchiesta svolta dal blogger e fondatore di Fortress Europe.

Si parla di Siria, di guerra, di Isis, raccontate però dalla gente comune, dagli abitanti di Aleppo, dai vecchi e dalle persone che ogni giorno lottano e sopravvivono ai bombardamenti; un libro in cui la geopolitica e lo storytelling si intrecciano in un racconto completo.

Sul sito Produzioni dal Basso è possibile leggere un estratto del libro: un dialogo tra il giornalista ed un vecchio partigiano di Aleppo, che spiega tra un bicchierino di araq e un altro, perché la violenza genererà altro che ulteriore violenza.

“La verità, Gabriele, è che morirò invano. Perché mio figlio mi tradirà! Sarà solo a piangere sulla mia tomba e per vendicare il mio sangue e il sangue di mezzo milione di morti di questa guerra maledetta, verrà a seminare la morte in Europa. E quando si farà esplodere in un aeroporto e ucciderà i tuoi figli, tu non potrai biasimarlo perché siete rimasti indifferenti per anni mentre qua massacravano noi.”
Avrei voluto rispondergli qualcosa, fare dei distinguo... Invece niente. Mi scolai il bicchiere e rimasi in silenzio a pensare. Nelle sue lacrime leggevo la sconfitta di un intero popolo. E intuivo che quella sconfitta sarebbe presto diventata la mia e la nostra. Era soltanto una questione di tempo. Perché tutto è legato in questo piccolo mare.
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