Titoli dei libri sempre più volgari: parolacce aumentate 30 volte in 50 anni

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Le parolacce nei titoli dei libri italiani aumentano sempre di più: dagli anni Sessanta a oggi sono aumentate addirittura di trenta volte. Ma si ingannerebbe chi pensasse che le parolacce siano invenzione di un’epoca che sembra avere sdoganato il turpiloquio, dalla televisione alla politica, dalle conferenze stampa dei dopo-partita alle canzoni. Già nel XVI secolo venivano pubblicati libri con titoli licenziosi, come dimostra, per esempio, La cazzaria, un volume del 1531.

Vito Tartamella, autore del blog parolacce.org e di un saggio omonimo giunto alla quinta edizione in ebook, ha analizzato l’evoluzione dei titoli dagli anni Sessanta al 2016 e ha constatato come i titoli contenenti almeno una parolaccia siano aumentati di 13 volte negli anni Novanta e di 29 volte negli anni Duemila.

Tartamella ha utilizzato come fonte statistica il catalogo del Servizio bibliotecario nazionale ovvero tutti i libri in possesso delle biblioteche italiane. Sul totale dei libri in uscita nel nostro paese i titoli con le parolacce rappresentano comunque una parte decisamente minoritaria.

Nel decennio 2000-2009 sono stati pubblicati nel nostro paese 56 mila libri l’anno per un totale di 560mila titoli: in questo decennio i volumi con un titolo volgare sono stati 231 ovvero lo 0,04% del totale.

Insomma i titoli volgari sono 4 ogni 10mila libri, più o meno una ventina l’anno.

L’editore con più titoli volgari? Mondadori con 65, seguito da Piemme con 24 e da Zelig con 16.

Le parolacce più usate nei titoli dei libri usciti in Italia sono bastardo (257 titoli), puttana (109) e culo (60).

Un caso di besteller con parolaccia nel titolo fu Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano, antologia di battute a cura di Gino & Michele che fu il libro più venduto del 1991.

Nel nuovo secolo anche la saggistica e le guide sono state contagiate da questo trend: Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita (2003) di Giulio Cesare Giacobbe, Stronzate: un saggio filosofico (2005) di Harry Frankfurt, Il metodo antistronzi - Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è (2007) di Robert Sutton e Il culo e lo stivale: i peggiori anni della nostra vita di Oliviero Beha (2012) devono sicuramente una parte del loro successo alla scelta di un titolo “forte”.

Via | Parolacce.org

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