"Islam in 20 parole", di Lorenzo Declich

Un libro per porre fine al "misfatto lessicale" proprio dell'infotaintment sul mondo islamico

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“Le parole sono importanti”, diceva Nanni Moretti. Vero. Conoscerne il vero significato, poi, soprattutto quando si tratta di tematiche sensibili e importanti come religione e cultura islamica, di questi tempi, renderebbe la situazione più comprensibile, evitando la costruzione di stereotipi.

Questo è l’intento del libro “L’Islam in 20 parole”, di Lorenzo Declich, esperto di mondo islamico contemporaneo e collaboratore di Limes. Edito da Laterza, il libro prova a spiegare il vero significato di parole di cui media abusano, utilizzandole in maniera impropria, provando a porre fine al cosidetto “misfatto lessicale” proprio dell’infotainment.

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Lo stereotipo più utilizzato, spiega Declich nel libro,  è quello dell’Islam come “un insieme di regole che dalla sua epoca d’oro non sono mia cambiate”, un sistema immutato e immutabile nel tempo spesso riferito a qualcosa di “irrimediabilmente medioevale”. Il termine Islam, significa “sottomissione a Dio”, ma nella traduzione italiana in molti casi diventa, scrive l’autore,“un contenitore in cui raccogliere nozioni su religione, politica, società e cultura altre”. Stesso errore avviene con il termine “islamico”, che sono “un prodotto di un mondo immaginato, in cui l’islamico va a inserirsi in una zona grigia che sta fra un musulmano e un islamista”.

Islam in 20 parole contiene anche un capitolo sul terrorismo, analizzando l’ incapacità dei media e la loro superficialità nell'addentrarsi nella spiegazione dei fenomeni,  focalizzandosi sul concetto di IS e Stato Islamico, evitando ogni tipo di generalizzazione.

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