Libri da leggere nell’estate 2016: "Un’Odissea minuta" di Daniel Di Schüler

Il romanzo di Di Schüler è lungo appena venti pagine, le restanti 620 sono di note ed appendici

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Se Un’Odissea minuta fosse un romanzo come tutti gli altri finirebbe dopo appena venti pagine, ma di convenzionale e ordinario il romanzo di Daniel Di Schüler non ha davvero nulla. Pubblicato da Baldini & Castoldi dopo aver preso parte al Premio Italo Calvino, il romanzo d’esordio di Di Schüler è una delle sorprese dell'editoria italiana del 2016 soprattutto per l’architettura narrativa con la quale è stata pensata e sviluppata la storia.

Il protagonista della vicenda, Alberto Cappagalli, decide di scrivere un libro descrivendo una propria giornata dal risveglio fino al momento di andare a dormire. I suoi buoni propositi, però, si esauriscono con i primi minuti della giornata, dal risveglio all’attimo in cui comincia a farsi la barba. Dopo venti pagine la vena creativa di Cappagalli è già esaurita e il libro sembra essere destinato a rimanere incompiuto.

Tempo dopo, però, Cappagalli decide di porre delle note a glossa di alcune delle parole chiave che compongono il racconto dettagliato del suo risveglio e da queste parole si dispiegano aneddoti, descrizioni, divagazioni e memorie che danno forma all’autobiografia del protagonista.

Gretto, meschino, volgarotto, un po’ ignorante, razzista, avaro e simpatizzante leghista, il ragionier Cappagalli abita a Commiserate Ontona, un paese del Medio Commisaretese, una zona prealpina inventata nella quale non è difficile riconoscere la Brianza e il Comasco.

Interessante esperimento di anti-romanzo, il libro d’esordio di Di Schüler sembra avere due padri nobili, entrambi lombardi: il Giuseppe Parini de Il Giorno che descrive ironicamente la giornata di un giovin signore e il Carlo Emilio Gadda delle accumulazioni e dei cataloghi, ma anche delle lunghe divagazioni e della lingua ricca di tecnicismi. Questa epica “minuta” del ragionier Cappagalli non è esente da echi di fantozziana memoria, specialmente quando vengono descritte certe dinamiche impiegatizie o quando si aprono squarci sulla sua vita familiare:

Due o tre anni or sono, per esempio, a sua moglie, che entrava negli anta, non regalò un inutile ciondolo, ma qualcosa di tanto sensato e, appunto, utile, come un microscopico aspirapolvere mosso da delle batterie, capace di aspirare dalla tovaglia non solo le briciole di pane, ma pure i granelli di sale, così minuti e così difficili da rimuovere altrimenti.
(…)
Lei lo prese e lo tenne tra le mani, troppo commossa per fare altro, mentre figlio e marito intonavano il tradizionale “tanti auguruuuriii a Rosaaa, tanti auguriii a teee”. Intrigata dalle sue dimensioni, così piccole da lasciar presagire che potesse contenere qualcosa di prezioso, e spronata dal marito “vedrai che bello. Sicuro che ti piace. Sicuro che mica te lo aspettavi”, quando Rosa si decise ad aprire il pacchetto, lo fece con ilare furia, lacerandone la carta con le unghie, ignara del muto rimprovero che velò per un attimo lo sguardo di Alberto: “Se non la rompeva, la carta, la mettevo via per un’altra volta”.
L’entusiasmo di Rosa, però, si placò non appena le sue dita denudarono il cartoncino grigiastro della confezione che conteneva l’aspirapolvere.

Gli apici della comicità coincidono con i passaggi nei quali il ragionier Cappagalli si confronta con la cultura “alta”, come, per esempio, quando descrive la lettura del saggio del filosofo Edmund Burke su “Il Bello e il Sublime”:

Ma chi è che leggerebbe poi ‘sta roba? Non si capisce niente. È scritta malissimo, con dentro paroloni che figurati se qualcuno li usa davvero. Fenomenologia…. E cos’è che è? Che noia: peggio dei libri di scuola. Lì almeno ti dicono chi sono quelli di cui parlano, qui invece devi conoscerli già. Come se uno nella vita fosse sempre lì a leggere. E poi non è neanche onesto no? Un libro che per capirlo dovresti leggerne degli altri.

La struttura a scatole cinesi non si limita alle note all’abbozzo di romanzo del Cappagalli, ma c’è un terzo livello: quello in cui le note del protagonista vengono a loro volta annotate dal cognato Daniele Scolari.

E non è finita perché in appendice Di Schüler fornisce l’elenco completo dei 233 protagonisti del romanzo divisi per categorie, l’indice degli istituti, delle aziende e dei marchi commerciali citati, l’indice dei monumenti, delle piazze e delle vie di Commiserate Ontona e dei luoghi extra-ontonesi.

Un romanzo-mondo di uno scrittore incurante delle logiche del mercato: merita attenzione così come la bella scommessa editoriale di Baldini & Castoldi.

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