Meriggiare pallido e assorto, Eugenio Montale

Contenuta negli "Ossi di seppia" è una delle principali poesie dell’autore ligure

1st October 1975:  Eugenio Montale the Italian writer and poet born in 1906.  He received the Nobel prize for Literature.  (Photo by Keystone/Getty Images)

Meriggiare pallido e assorto è una delle più note poesie di Eugenio Montale ed è contenuta nella raccolta Ossi di seppia, primo libro pubblicato dal poeta premio Nobel per la letteratura nel 1975.

I versi sono endecasillabi, decasillabi e novenari e sono raggruppati in tre quartine e un pentastico.

Il testo

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

Analisi del testo

Il tema dominante di questa poesia, così come buona parte della poesia di Montale, è l’indecifrabilità del reale che rende impossibile superare la dimensione della pura contingenza.

A differenza del poeta-vate dannunziano che raggiungeva una comunione panica con la natura, Montale non riesce a compiere questa comunione, ma, al contrario, ne resta separato da un muro (come quello che lo divide dal mare).

Di fronte al muro montaliano è inevitabile pensare all’Infinito di Giacomo Leopardi, ma laddove per il poeta recanatese la siepe enfatizzava l’immaginazione, qui il muro montaliano, con i suoi cocci aguzzi di bottiglia, rende impossibile o doloroso il superamento degli ostacoli dell’esistenza.

Montale paragona la vita dell’uomo piena di sofferenze all’atto del camminare lungo un muro nell’ora più calda del giorno.

Come in molte delle poesie della raccolta Ossi di seppia, ricorrono numerosi elementi naturali e, naturalmente, marini.

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