Collisioni 2016, Michel Houellebecq: “L’uomo dell’avvenire sarà monoteista”

Al Festival di Barolo il controverso scrittore francese ha presentato la sua raccolta poetica “La vita è rara”

Una delle due ottime ragioni per andare a Barolo ieri, sabato 16 luglio, era assistere all’intervento di Michel Houellebecq a Collisioni, il festival agrirock che mescola musica e letteratura senza soluzione di continuità.

In realtà l’intervento di Houellebecq ha un po’ spiazzato gli spettatori. Nonostante gli applausi degli irriducibili, molti si saranno domandati se sul palco vi fosse un clone dell’autore de Le particelle elementari e La possibilità di un’isola oppure l’originale.

Dopo un breve reading delle sue poesie, raccolte in La vita è rara, appena uscito da Bompiani, Houellebecq ha spiegato come sia difficile parlare della poesia e come questa permetta di raccontare la felicità, a differenza del romanzo che, invece, “si nutre del dramma e di tutto ciò che non vorremmo mai ci succedesse”.

Secondo lo scrittore una raccolta poetica fornisce al lettore “piccole scosse elettriche ininterrotte”, mentre con un romanzo “la scossa te la prendi alla fine”. Se fra i romanzieri, Houellebecq ha citato, come punti di riferimento, Mann, Dostoevskj, Conrad e Balzac, nella poesia ha individuato la propria ispirazione in San Paolo.

“Ho cominciato a scrivere romanzi quando mi sono accorto che avrei potuto fare meglio degli scrittori che leggevo. Il livello era talmente basso che per me è stato molto facile emergere. Nel mio primo romanzo ho cercato di affrontare temi sociali ed economici dei quali non si faceva menzione nelle opere letterarie dell’epoca. Ho avuto l’impressione di rappresentare una reazione formalista all’arte per l’arte”,

ha spiegato interpellato sui suoi esordi di scrittore.

Sul sesso, uno dei temi dominati nei suoi libri, Houellebecq ha aggiunto di averne scritto in abbondanza sperando di “poter fare meglio di un film porno”.

Fabio Gambaro ha avuto davvero i nervi saldi nel gestire l’intervista a un Houellebecq che dopo il giro di boa è parso sempre più assente. A molte domande sono seguite pause e “non so” pronunciati con lo sguardo perso nel vuoto.

Si è ovviamente parlato di attualità. Gambaro ha ricordato come il romanzo Piattaforma, pubblicato quindici anni fa si concludesse con un attentato terroristico in un villaggio vacanze:

“A essere franco credo che lo jihadismo stia prendendo piede e il turismo ne risentirà parecchio. E non sarà cosa da poco vista l’importanza che il turismo ha per l’economia francese. Per delle motivazioni demografiche la religione raggiungerà il suo fine e l’uomo dell’avvenire sarà monoteista”,

ha puntualizzato lo scrittore.
Houellebecq ha definito la creazione dei personaggi come uno degli aspetti più eccitanti dell’attività letteraria:

“Si è pervasi da un sentimento di megalomania, perché ci si sente come il Dio creatore. La confusione fra me e i miei personaggi? Il pubblico sottostima la capacità degli scrittori”.

Sui tempi lunghi della sua creatività (un’uscita ogni cinque anni) Houellebecq ha risposto in maniera secca: “Perché sono pigro”. Lo scrittore francese ha aggiunto che la sua attività è però fatta anche di “tante cose noiose da fare” e l’impressione, ieri pomeriggio, è stata che lo scrittore faccia rientrare nella categoria anche le presentazioni pubbliche e le partecipazioni ai festival.

Foto | Davide Mazzocco

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 48 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO