Lorenzo Amurri, i suoi libri

Si è spento lo scorso 12 luglio Lorenzo Amurri, musicista, poi scrittore in seguito ad un incidente che lo rese tetraplegico

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Lorenzo Amurri si è spento lo scorso 12 luglio. Quarantacinque anni, metà  dei quali trascorsi su una sedia a rotelle e gli ultimi a lottare contro una malattia che alla fine lo ha portato via. Una vita vissuta al massimo delle sue potenzialità, riversando il suo genio artistico dalla musica, passione che a causa di un incidente era stato costretto ad abbandonare, alla scrittura.

Figlio d’arte – suo padre, Antonio Amurri è stato uno scrittore – Lorenzo nasce come rockstar, chitarrista di musica metal, fino a 26 anni: nel 1997 un incidente con gli sci lo rende tetraplegico, impedendogli l’uso delle gambe e un uso limitato delle mani, oltre alla quasi totale insensibilità di tutto il suo corpo. Un lungo periodo in coma farmacologico, anni di terapie, di cure, riabilitazioni, sperimentazioni, tanto dolore, tanta sofferenza che Amurri scrive nella sua prima autobiografia, pubblicata nel 2013 per Fandango. Si chiama “Apnea”, quella stessa apnea che – come descrive nel libro – provò durante l’incidente, con “la faccia nella neve”. Un libro che ha scritto tutto da solo, utilizzando il suo dito mignolo premuto lettera dopo lettera sulla sua tastiera.

Apnea” fu candidato al Premio Strega nel 2013 e nel 2015 gli fece vincere il Premio Letterario dell’Unione Europea. Fu proprio durante la cerimonia dello Strega che – come lui stesso racconta in un’intervista a Le invasioni barbariche – qualcuno gli diede lo spunto per il suo secondo libro: pare infatti che un suo conoscente avesse chiesto a lui e a sua sorella perchè non lo portassero a Lourdes. Detto, fatto: nel 2014 esce proprio “Perché non lo portate a Lourdes”, diario di bordo di un non credente nella terra del miracolo. Qui viene raccontato tutto il percorso che lo ha portato a decidere di intraprendere un viaggio nel santuario mariano, parlando di efficienze e inefficienze del luogo e di mettere a confronto il suo agnosticismo e ateismo con la forte dimensione religiosa del posto. Anche questo, come “Apnea”,  è in grado di raccontare con una scrittura schietta e ironica, situazioni drammatiche e angoscianti.

Fino allo scorso maggio Amurri ha curato anche un blog, sul quale raccontava la sua vita quotidiana e dove si trovano altri racconti, come quello presente nella raccolta Amore caro (Cairo, 2009), a cura di Clara Sereni.

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