L’infinito, Giacomo Leopardi

La storia, il testo, la metrica e l’interpretazione di una delle poesie più belle e famose della letteratura italiana

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L’infinito è la poesia più nota dei Canti di Giacomo Leopardi ed è unanimemente ritenuta come una delle vette della lirica italiana di ogni tempo.

La lirica, composta da 15 endecasillabi sciolti fu scritta da Giacomo Leopardi in giovane età visto che le stesure risalgono al 1818-1819, quando il poeta di Recanati era poco più che ventenne.

L’infinito: il testo

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare

L’infinito: metrica e forma


La lirica è composta da 15 endecasillabi sciolti e ricorre continuamente all’enjambement per ottenere un effetto di straniamento. Leopardi colloca le parole chiave attinenti alla semantica dell’infinito filosofico (interminati, sovrumani, eterno, mare) a ridosso della pausa finale del verso in modo da enfatizzarle. Agli effetti di straniamento ed enfasi si aggiungono quelli derivanti dal gioco delle allitterazioni e delle assonanze che caratterizzano le parti centrali della lirica.

Dal punto di vista stilistico, ferma restando la musicalità, i registri letterario (ermo colle) e colloquiale (sempre caro) si mescolano senza soluzione di continuità.

L’infinito: analisi e interpretazione


La siepe che “da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude” è l’ostacolo percettivo che stimola la mente a immaginare e a spingere verso l’infinito. Da una parte c’è la minaccia del silenzio, dall’altra la presenza sonora della natura, ma in questa dimensione il pensiero supera la contingenza e rincorre l’idea dell’infinito.

La poesia appartiene agli Idilli che si caratterizzano per un forte intimismo lirico nel quale l’elemento del paesaggio naturale è strettamente legato allo stato d’animo dell’uomo. Leopardi è l’unico poeta italiano che abbia saputo esprimere la Sehnsucht, la dimensione interiore di struggimento nostalgico per l'assoluto tipica del romanticismo europeo.

Nel componimento è ripetuto due volte il seguente schema contenutistico: sensazione, fantasia, sentimento. Nella prima parte si inizia con una sensazione visiva (sguardo ostacolato dalla siepe), per proseguire con la fantasia (il poeta immagina mondi sterminati e silenziosi) e concludere con un sentimento (è sul punto si spaventarsi). Nella seconda parte la sensazione è auditiva (il rumore del vento), quindi vi è la fantasia (eternità e tempo che passa) e poi il sentimento (l’abbandono alla fantasia stessa).

Foto | Il Giovane Favoloso

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