La femmina nuda, Elena Stancanelli

Unica scrittrice nella cinquina del Premio Strega, Elena Stancanelli racconta la caduta nell’abisso dopo una separazione

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A pochi mesi dal debutto in libreria, la neonata casa editrice La Nave di Teseo è riuscita nella non semplice impresa di piazzare uno dei suoi libri nella cinquina dei finalisti del Premio Strega 2016. Il romanzo in questione è La femmina nuda di Elena Stancanelli che racconta la traumatica discesa agli inferi di Anna, una donna di quarant’anni appena lasciata dal compagno che scivola progressivamente in un labirinto fatto di gelosia, insonnia, alcol e autodistruzione. Mentre la storia con Davide va in pezzi, Anna inizia a spiare il telefonino, le chat e le attività Facebook del suo compagno.

Il racconto della Stancanelli è una sorta di confessione, sotto forma di lettera, all’amica Valentina. Una volta terminata la storia d’amore ormai trasformatasi in “un apparato psicotico”, Anna fa i conti con il proprio lato oscuro, con lo stalking in rete e con il dolore della separazione. Il dolore è fine a se stesso, non è affatto un passaggio per costruirsi una corazza, per diventare più saggia o più forte:

“E nemmeno ti racconto questa storia per dimostrarti cosa ho imparato, perché non ho imparato niente. Non ho messo da parte alcuna massima che potrà tornarmi utile, non ho rafforzato le mie difese e, soprattutto, non sono diventata migliore. Non sono neanche sicura che mi sia servita di lezione, così da escludere che mi capiti di nuovo. Anzi”,

confessa laconicamente la protagonista all’amica Valentina.

A presentare il romanzo al Premio Strega 2016 sono stati Francesco Piccolo (“L’autrice affronta il precipizio senza risparmiarsi e risparmiare nulla al lettore, lasciandolo col fiato sospeso fino alla fine”) e Silvia Ronchey (“Con misura, sprezzatura e ironica concisione, Elena Stancanelli mette in scena la moderna tragedia di una collera erotica”).

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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