Se avessero, Vittorio Sermonti

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Inizia nei giorni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale Se avessero, il romanzo dell’86enne Vittorio Sermonti, il più anziano fra i cinque scrittori candidati al Premio Strega 2016.

In una mattina del maggio 1945 un gruppo di partigiani si presenta con un mitra in mano in un villino della zona Fiera di Milano per dare la caccia a un ufficiale della Repubblica Sociale. Una volta scopertolo i partigiani si confrontano con l’uomo e se ne vanno.


11-sermonti.jpg Da questo episodio prende le mosse un romanzo nel quale si dipanano settant’anni di ricordi: la guerra, la crescita, il “passaggio dalla parte del nemico”, il rapporto di reciproca protezione con il padre fascista (iscrizione al PCI), la famiglia “feudale” della madre, gli amori malriposti, le letture, il teatro, la musica, il calcio, gli amici. Inevitabilmente, però, si torna a quella mattina di maggio…

“Un romanzo-memoir spietato e smitizzante, che regala divertimento, tenerezza, dolore, smarrimento: più o meno quel che accade nella vita” ha detto Franco Marcoaldi che ha presentato l’opera insieme a Serena Vitale che ha definito Se avessero “un lungo, divagante monologo scandito dai “se”. Un romanzo insolito e politically incorrect, bagnato dalla grazia della vecchiaia”.

La prima partecipazione al Premio Strega di Sermonti risale al 1954, anno in cui, come lo stesso scrittore ha ricordato, non era ancora nato nessuno degli altri quattro finalisti al premio.

Foto | Facebook

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