Maturità 2016, traccia storica: l'anniversario del voto alle donne nel 1946. Il tema svolto

Si parla di voto alle donne in occasione del 70 anniversario del suffragio universale

Members of British suffragist organization, the Women's Freedom League, with a touring publicity caravan, 1908. W.F.L. co-founder, Charlotte Despard (1844 - 1939) is second from left. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

Ancora non è ben definita la traccia, ma pare proprio che sia  il 70esimo anniversario del primo voto alle donne il tema  scelto dal Ministero dell'Istruzione per la traccia storica della Maturità 2016.

Il 2 giugno 1946, infatti, milioni di donne andarono per la prima volta alle urne, chiamate a scegliere nel Referendum tra Monarchia e Repubblica.

Ecco l'introduzione della traccia:

"Settant’anni fa, nel marzo del 1946 in occasione delle elezioni amministrative e il 2 giugno 1946 in occasione del referendum tra monarchia e repubblica, in Italia le donne votavano per la prima volta. Dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale, il suffragio universale perfetto portava a compimento una battaglia cominciata in Italia all’indomani dell’Unità, passata attraverso le petizioni delle prime femministe all’inizio del Novecento e corroborata dalla partecipazione delle donne alla guerra di Resistenza. Dalle testimonianze di due scrittrici, riportate di seguito, si coglie la coscienza e l’emozione per il progetto di società democratica e partecipativa che si stava delineando, in cui le donne avrebbero continuato a lottare per affermare la parità dei loro diritti in ogni campo della vita privata e pubblica, dall’economia alla politica e alla cultura".

Seguono due testimonianze, di Alba De Céspedesp e Anna Banti, raccolte da Patrizia Gabrielli in “2 giugno 1946: una giornata memorabile”.


Il tema svolto


“Una vita difficile”

, il film di Dino Risi del 1961 e la celebre scena di Alberto Sordi e Lea Massari seduti a cena con un gruppo di anziani aristocratici monarchici mentre ascoltano i risultati del Referendum su Monarchia o Repubblica riassume in pochi fotogrammi anni di lotte per l’affermazione di uno Stato democratico, da una parte, e dall’altra la rivendicazione del diritto di voto alle donne, il cosidetto suffragio universale.

Lo scorso 2 giugno, Festa della Repubblica, è stato un altro anniversario importante: nel 2 giugno del 1946 le donne si recarono alle urne per decidere le sorti di un Paese appena uscito dalla Seconda Guerra Mondiale. Una “prova generale”, in realtà, perché qualche mese prima – marzo 1946 – le donne d’Italia avevano votato alle amministrative.

Il suffragio universale metteva sullo stesso piano, civile, politico e sociale, le donne e gli uomini: per la prima volta in Italia le donne non erano più soltanto gli angeli del focolare, ma soggetti dotati di coscienza critica e capaci di esprimere la loro preferenza di voto, un foto fondamentale per le sorti del Paese. Ne avevano dato prova già in occasione del Secondo conflitto Mondiale, con la numerosa e attiva componente femminile di partigiane durante la Resistenza italiana al nazifascismo. Così il voto del 1946 andava a fissare un punto importante di una lotta per la rivendicazione dei diritti partita molto lontano, in termini di tempo e spazio, con il movimento delle Suffragette nel Regno Unito di fine Ottocento e continuato nel corso degli anni. Anzi, che continua tuttora, con altre battaglie di altro genere ma con lo stesso obiettivo: la parità dei sessi. Nel lavoro come nella vita privata, le donne di tutto il mondo continuano a portare avanti istanze per vedersi affermare i propri diritti.

Il suffragio femminile di 70 anni fa non portò solo le donne nelle urne, ma anche sugli scranni del Parlamento e nei consigli comunali: circa 2 mila candidate vennero elette nei consigli comunali, provenienti soprattutto dalle liste di sinistra, mentre le donne elette alla Costituente furono 21 su 226 candidate.  Cinque deputate entrarono poi a far parte della “Commissione dei 75”, incaricata dall’Assemblea per scrivere la nuova proposta di Costituzione.

La storia del diritto di voto alle donne inizia già con la rivoluzione francese, per poi passare nel Regno Unito con il movimento delle suffragette nel 1869, che rivendicava il diritto al voto. Anni di lotte, battaglie fatte da donne con il sostegno di uomini, portò alla fine a decidere sul suffragio universale, dapprima in Nuova Zelanda nel 1893, seguita dall’Australia, i paesi scandinavi, la Russia (con la Rivoluzione d’Ottobre), la Gran Bretagna e la Germania dopo la Prima guerra mondiale e gli Stati Uniti nel 1920. L’Italia, invece, “solo” 70 anni fa.

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