"La paura è un peccato", le lettere di Oriana Fallaci

Edito da Rizzoli, esce il 9 giugno in libreria

Oriana Fallaci

A quasi 10 anni dalla sua morte, Oriana Fallaci continua ancora a far parlare di sé. E a parlare, soprattutto, con documenti inediti raccolti nel suo ultimo libro, intitolato “La paura è un peccato. Lettere da una vita straordinaria”,  in libreria da domani, 9 giugno.

Edito da Rizzoli, il libro è un epistolario della giornalista e scrittrice che raccoglie c, molto diversa da quella nota all’opinione pubblica, sempre polemica e combattiva. In queste lettere, inviate ad amici, amanti, colleghi, si rivelano i suoi pensieri, costantemente appuntati su un taccuino, e i suoi sentimenti.

Lettere private, in cui viene fuori il suo lato umano, ma sempre combattivo, il suo bisogno di autenticità e persino di solitudine. Una fitta corrispondenza epistolare con uomini e donne famosi, politici, amici, giornalisti. Kissinger,  Ingrid Bergman,  Pasolini,  Pietro Nenni, Andreotti e tanti altri.
La paura è un peccato è una frase estratta da una delle sue tante missive, rinvenuta su una cartellina in cui la giornalista aveva conservato i suoi appunti.

In questo libro, curato personalmente da suo nipote Edoardo Perazzi, si scopre l'amore di questa donna per la scrittura:  le descrizioni minuziose di Firenze dopo una sua visita, oppure l’amore per il suo cagnolino, York, che abbandona a malincuore ogni volta che deve andare a New York. “Ci baciammo, piangemmo, ci facemmo promesse. Ma non appena l’aereo decollò, mi sentii così libera, così leggera... non fu difficile mettere fine alla commedia e rendermi conto che l’ultima cosa per cui ero fatta era vivere con qualcuno: uomo, bambino, cane”.  

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