"La Fattoria degli Animali", T.S. Eliot rifiutò di pubblicare Orwell

In una lettera il rifiuto dell'allora direttore di Faber & Faber

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Thomas Stearns Eliot si sarà sicuramente mangiato le mani dopo aver visto il successo che “La fattoria degli animali”, capolavoro di George Orwell, ha riscosso negli anni, diventando un best seller e libro portante della letteratura straniera del Novecento.

Sì, perché “Animal Farm” – questo il suo titolo originale – venne presentato dall’autore inglese alla casa editrice Faber&Faber, di cui Thomas Eliot era direttore, chiedendone la pubblicazione. Pubblicazione rifiutata con una lettera, datata 13 luglio 1944, e pubblicata dalla British Library qualche giorno fa, in cui si legge l’elegante rifiuto dello scrittore dopo la lettura del testo che narra in maniera allegorica il totalitarismo e la situazione politica di quel tempo.

Nella lettera si leggono le perplessità di Eliot nei confronti del romanzo di Orwell, ritendendola “una inconfondibile opera di scrittura e una fiaba siapentemente gestita” ma che quanto espresso nel libro “non fosse il giusto punto di vista da cui criticare la situazione politica”.

Quello di Eliot si aggiunge ad una lunga lista di niet inviati all’autore, giustificati in vari modi ma che celano il timore degli editori di pubblicare uno scrittore e uno scritto da un fortissimo contenuto politico. Per questo, quando venne pubblicato nel 1945 da Secker & Warburg, scrisse nella prefazione: “Se gli editori si impegnano a non pubblicare determinati argomenti non è per timore di una ritorsione penale, ma perché hanno paura dell’opinione pubblica. In questo paese la viltà intellettuale è il peggior nemico che uno scrittore o un giornalista deve affrontare”.

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