#WritersOnTrump, la petizione degli scrittori contro il candidato repubblicano

Una petizione per preservare l'America da una regressione culturale e morale

DALLAS, TX - SEPTEMBER 14: Republican presidential candidate Donald Trump speaks during a campaign rally at the American Airlines Center on September 14, 2015 in Dallas, Texas. More than 20,000 tickets have been distributed for the event. (Photo by Tom Pennington/Getty Images)

Si chiama #WritersOnTrump  la petizione online che oltre diecimila scrittori hanno firmato per protestare contro la candidatura di Donald Trump alle Presidenziali 2016.

La petizione, lanciata in collaborazione con il sito Literary Hub, nasce come strumento di opposizione alla corsa verso la Casa  Bianca del magnate statunitense e sarebbe stata motivata dal fatto che Trump, secondo quanto si legge nel sito, attrarrebbe gli “elementi più oscuri della società americana”.

Tanti gli scrittori che hanno aderito alla petizione, tra cui nomi importanti come quello di Stephen King; come scrive il New York Times, gli scrittori stanno cercando di preservare l’America da una regressione morale e culturale verso un “passato nativista”, ricordando che le dittature si istituiscono in contesti di “manipolazione, divisione, demagogia e menzogna”, gli stessi contesti che Trump sta mettendo su durante la sua campagna elettorale tutta volta contro le donne, gli immigrati e le minoranze in genere.

Ecco la petizione, pubblicata su Literary Hub:

"Perché, in qualità di scrittori, siamo particolarmente consapevoli dei molti modi in cui il linguaggio può essere abusato in nome del potere.


Perché crediamo che ogni democrazia degna di questo nome si basi sul pluralismo, accolga il disaccordo e raggiunga il consenso attraverso il dibattito ragionato.


Perché la storia americana, nonostante i periodi di nativismo e bigottismo, per prima cosa è stata un grande esperimento che ha portato le persone di diversa estrazione sociale a coesistere, non a scontrarsi.


Perché la storia della dittatura è la storia della manipolazione e divisione, demagogia e menzogne.


Perché la ricerca della giustizia si basa sul rispetto della verità.


Perché crediamo che la conoscenza, l’esperienza, la flessibilità e la consapevolezza storica siano indispensabili per un leader.


Perché né ricchezza né celebrità qualificano chiunque a parlare per gli Stati Uniti, a guidare il suo esercito, a mantenere le alleanze o a rappresentare la sua gente.


Perché l’ascesa di un candidato politico, che si rivolge deliberatamente agli elementi più vili e più violenti della società, che incoraggia l’aggressività tra i suoi seguaci, che grida contro gli avversari, che intimidisce i dissidenti e denigra le donne e le minoranze, richiede una risposta forte e imminente da parte nostra.


Per tutte queste ragioni, noi, i sottoscritti, per una questione di coscienza, ci opponiamo inequivocabilmente alla candidatura di Donald J. Trump alla Presidenza degli Stati Uniti".
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