Salone del Libro 2016: una collana per capire l’Islam

In un Salone del Libro dedicato al mondo arabo non poteva mancare un incontro su quella che è la prospettiva del mondo occidentale nei confronti dell’oriente. A proporre l’incontro sul tema è stata la casa editrice Ananke Lab che da qualche anno ha inaugurato la collana Studi su Islam e Società del Mediterraneo, nata con l’esigenza di raccontare la complessità di un mondo molto spesso trattato con semplificazioni o distorsioni. Fra i volumi della collana vi sono Storia dei popoli arabi di Marco Demichelis e Gli arabi e l’Europa medievale di Cesare Capone.

Proprio Marco Demichelis è intervenuto sul tema partendo da Edward Said, autore di Orientalismo, testo capitale per comprendere la percezione orientale dell’Occidente. Il libro, uscito nel 1978, suscitò un ampio dibattito risollevando questioni che nel nostro Paese erano state rimosse da anni:

“Non ci sono mai stati tanti studi sul mondo arabo come nel ventennio fascista. L’interesse coloniale fece sì che si investisse parecchio su questo tipo di ricerca. Nel secondo Dopoguerra, proprio questo stretto legame con il fascismo, ha fatto sì che tutti i cultural studies siano stati affossati”.

Per secoli l’Europa e il mondo occidentale hanno avuto una relazione equilibrata con l’Oriente, basti pensare – come ha spiegato Demichelis – che nell’Italia preunitaria esistevano corsi universitari di sanscrito oppure che, già alla fine del Cinquecento, il clero romano aveva fatto arrivare in Vaticano molti manoscritti delle lingue più sconosciute.

Negli ultimi quarant’anni e ancor di più nel periodo post-11 settembre o post-Daesh, l’orientalismo è aumentato a dismisura nella sua specificità anti-islamica e razzista:

“Nonostante gli arabi siano il 20% dei musulmani del mondo, i media confondono quasi sempre i due termini. Il Paese con il maggior numero di musulmani, 180 milioni di fedeli, è l’Indonesia, una democrazia. Il Bangladesh ha 100 milioni di abitanti ed è una democrazia. In India, la più popolosa democrazia del mondo, vivono 150 milioni di musulmani. Sui media occidentali, invece, passa sempre un messaggio di incompatibilità fra Islam e sistemi democratici”,

ha spiegato Demichelis, specificando come una delle basi dell’attuale islamofobia sia stata teorizzata in ambito accademico dallo storico Samuel Huntington.

E il ruolo dell’Occidente? Demichelis sottolinea come le nostre siano delle “mezze democrazie”:

“Per molti Paesi occidentali la democrazia è solo all’interno, mentre la politica estera è caratterizzata da ambiguità nei rapporti con Paesi non democratici e gruppi armati. Le vere democrazie, invece, creano democrazie e questo è un aspetto assolutamente dimenticato. La democrazia è il sistema di governo migliore? La democrazia riesce ancora a creare democrazia? Il tema dell’accoglienza in questa precisa fase storica lascia aperto il dibattito”.

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