Secondo Matteo, Matteo Salvini

Italian Lega Nord (Northern League) Secretary, Matteo Salvini, speaks during a press conference on December 9, 2015 in Rome.  AFP PHOTO / GABRIEL BOUYS / AFP / GABRIEL BOUYS        (Photo credit should read GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)


Si intitola Secondo Matteo il primo libro del segretario della Lega Nord ed europarlamentare Matteo Salvini. È evidente il richiamo alla versione evangelica del suo omonimo di duemila anni fa.

Follia e coraggio per cambiare il Paese è il sottotitolo dell’operazione editoriale lanciata da Rizzoli in concomitanza con il blog Il populista.

matteo-salvini-secondo-matteo.png Facebook e Twitter a tutte le ore del giorno, dichiarazioni e ospitate in tv, comizi e visite ai campi rom, la vita del leader che ha trasformato la Lega Nord nel partito guida della destra post-berlusconiana è perfettamente coerente con il titolo del suo libro: a ogni ora del giorno, infatti, è possibile sapere che cosa ne pensa Matteo su qualsiasi argomento possa interessare alla “pancia” del Paese.

Eppure, in un panorama politico nazionale desolante, Salvini si è guadagnato, a suon di invettive e (sovra)esposizioni mediatiche, il proprio zoccolo duro di pubblico ed elettorato, facendo ampio uso di quella che il buon Bacone chiamava pars destruens. La speculare pars construens? Non pervenuta. La si troverà nelle 240 pagine di Secondo Matteo?

Un’altra domanda, però, sorge spontanea: in tanto viaggiare, dichiarare, dibattere, postare, twittare, fotografare, “aiutare a casa loro”, deridere e biasimare, il secondo Matteo nostro (il primo è quell’altro toscano) dove mai avrà trovato il tempo per scrivere?

Via | Rizzoli

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