Maturità 2017, il futuro della seconda prova nel liceo Classico

Rivoluzionare la seconda prova per evitare la morìa di iscritti al Liceo Classico

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L’unico punto su cui sono tutti d’accordo è quello che bisogna fare qualcosa. Rivoluzionare, cambiare, riformare, prima che il Liceo Classico muoia del tutto, a causa dei pochi iscritti, ogni anno sempre di meno.

I dati parlano di 6 studenti su 100 che scelgono il Liceo classico, forse anche a causa del difficile sbocco professionale che la scuola può garantire in questo critico momento storico tutto italiano. Perciò, per invogliare gli studenti a scegliere le materie classiche c’è bisogno di offrire loro qualcosa di diverso, magari proprio in vista della prossima Maturità. Proposte che il Miur sta analizzando, in vista della riforma dell’Esame di Stato prevista dalla legge 107.

Tra le proposte in campo, una riguarda proprio la modalità della seconda prova, latino o greco che sia: alcuni sostenitori infatti ritengono che bisogna abbandonare la via della traduzione letteraria e puntare più sul commento e sull’analisi semantica del testo, magari collegandola al periodo storico. Altri, i duri e puri della filologia, ritengono che la traduzione deve rimanere lì dove sta, perché è il cardine del Liceo classico stesso.  Non solo: il timore di molti è che addirittura si arrivi ad eliminare il greco dalle materie di studio.

A sostenere il rinnovamento, Maurizio Bettini, ordinario di Filologia classica e Antropologia del Mondo Classico a Siena: sarebbe lui, come riporta il Corriere della Sera a voler riformare la prova finale: “Ho proposto di offrire ai candidati una rosa di testi, opportunamente contestualizzati e magari un po’ più brevi di quelli odierni, e di affiancare la traduzione pura e semplice con delle domande che vertano non solo sugli aspetti linguistici, ma anche sulla cultura classica. Se per esempio do da tradurre il “De brevitate vitae” di Seneca, sarebbe opportuno fare delle domande sul contenuto filosofico del testo che permettano al candidato di dimostrare quanto ha appreso e amato nel corso dei cinque anni di studio”.

Traduzione e problem solving, dunque. Ma non tutti sono d’accordo: c’è chi – come la scrittrice Paola Mastrocola – pensa che “snaturare” la seconda prova corrisponde ad ammazzare il liceo classico, che si basa appunto sulla traduzione esercizio mentale e “allenamento mentale e cognitivo unico”.
Cosa ne pensa il Miur? Al momento si astiene, ma prende appunti in vista della revisione dell’esame di maturità del 2017.

Maturità 2015: terza prova

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