Essi scrivono

Il pubblico di Facebook è il nuovo territorio di conquista della grande editoria


C’era una volta il romanzo popolare, il feuilleton proposto a puntate, con colpi di scena atti a garantire l’acquisto della “prossima puntata”, salvagente economico tanto per scrittori con la “s” maiuscola come Fëdor Dostoevskij, Lev Tolstoj, Honoré de Balzac, Gustave Flaubert e James Joyce, quanto per quelli più commerciali come Eugène Sue, Alexandre Dumas, Robert Louis Stevenson o i nostri Carlo Collodi ed Emilio Salgari.

I lettori venivano fidelizzati attraverso le puntate dei romanzi inserite nei quotidiani e nei periodici, poi i romanzi d’appendice diventavano libri veri e propri, pronti all’immortalità.

Nell’ultimo secolo e mezzo i canali con i quali gli scrittori si sono imposti al grande pubblico sono diventati molteplici e se negli ultimi decenni la visibilità televisiva è divenuta imprescindibile per il successo di qualsiasi tipo di pubblicazione (dal romanzo che scava nei più nascosti meandri della psiche al ricettario nato sulla scia dei cook show), negli ultimi anni sono i personaggi “nati” sui social network a essere oggetto dell’editoria commerciale.

Negli ultimi mesi su Booksblog abbiamo trattato a lungo del fenomeno editoriale di Anna Todd nato su Wattpad e successivamente travasato nell’editoria cartacea. La letteratura per Young Adult sembra trovare sempre più lettori nel suo corrispettivo per adulti che, per certi versi, eredita dai romanzi d’appendice una fidelizzazione acquisita con un corteggiamento quotidiano dei lettori sui social network.

Fra i casi più eclatanti vi è, senza dubbio, quello di Pedro Chagas Freitas che, dopo essere stato per alcune settimane nella top ten dei libri più venduti con Prometto di sbagliare è tornato in libreria da poco con Prometto di sposarti ogni giorno.

Questa la trama, dal sito del suo editore Garzanti:

Pedro sta guardando le nuvole che lentamente si aprono, quando all’improvviso un raggio di sole entra dal finestrino e illumina la ragazza seduta di fronte a lui. Barbara ha gli occhi grandi, un viso da bambina e un sorriso puro. I due si innamorano a prima vista. E decidono che ogni giorno insieme deve essere come la prima volta. Sono separati da centinaia di chilometri e centinaia di difficoltà, ma non rinunciano. Per questo faranno in modo di incontrarsi sempre in un posto e in un luogo diverso. Per riscoprire tutte le volte la meraviglia e dimenticare la distanza. Per toccare insieme la sabbia rovente di una spiaggia affollata e l’erba fresca bagnata di rugiada di una collina in primavera. Per stupirsi di fronte alla gioia della normalità nel primo caffè del mattino, dell’ennesimo bacio reclamato da una briciola di biscotto. Finché un giorno prendono una decisione. Quella di scegliersi ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo. Come un lunghissimo sorriso che si rinnova a ogni risveglio.

Le frasi in passato relegate alle carte trasparenti che avvolgevano i cioccolatini con la nocciola ora diventano “romanzo” e grazie alla sola legittimazione numerica ottenuta attraverso i social, i nuovi scrittori fanno della loro visione standardizzata dell’amore materia per la fiction.

In Portogallo Chagas Freitas ha costruito la base iniziale del proprio seguito chiedendo l’amicizia su Facebook a più persone possibili: il suo è stato un lavoro lungo e paziente, durato anni. A quella base ha proposto le sue considerazioni sull’amore e sulla vita. Poi, messosi in evidenza nell’universo digitale grazie a frasi tanto semplici quanto ampiamente condivisibili, è passato all’editoria. Se il pubblico di Anna Todd e di Alberico De Giglio è quello dei teenager e quello dei giovani romantici che escono “a nastro” da Mondadori (l’ultima arrivata è Susanna Casciani) è quello dei venti-trentenni, quello di Pedro Chagas Freitas assomiglia a quello dei trenta-quarantenni che cercano conforto in una manualistica amorosa spicciola mascherata da romanzo. In Italia il punto di riferimento è, superfluo aggiungerlo, il presentatore-attore-deejay Fabio Volo.

Il sito Il Libraio ha pubblicato i 5 comandamenti di Pedro Chagas Freitas per “sposarsi ogni giorno”: 1) usare i movimenti; 2) usare le parole; 3) usare la fantasia; 4) usare l’onestà; 5) usare l’amore. Il prontuario dello scrittore portoghese è esemplificativo della qualità della sua proposta “letteraria”.

Gli scrittori “nativi digitali”, dunque, si diffondo e si difendono dalla critica. Lo fanno nell’orto di casa che hanno coltivato con sapienza (Susanna Casciani nella pagina Facebook lanciata nel 2010 ha 190mila fan) e in cui qualsiasi voce dissonante viene puntualmente soffocata dalla community dell’autore (come sta avvenendo per il critico musicale Paolo Madeddu dopo la querelle con Elisa).

Stamattina su un giornale si diceva che il mio modo di scrivere "gronda sentimenti". Si diceva in senso dispregiativo, è...

Pubblicato da Susanna Casciani su Domenica 3 aprile 2016

Per questa editoria, dunque, contano fan e follower, così come in epoca pre-social fra i criteri per arrivare ai big dell’editoria vi erano i dati auditel. Allo stato attuale delle cose, la letteratura che nasce dal seguito sui social è forse – nei meccanismi di fidelizzazione, non nei contenuti - il fenomeno culturale più simile alla letteratura del romanzo d’appendice con la quale abbiamo aperto il nostro discorso.

I sostenitori della cultura pop potrebbero dire: tutto ciò che ha un seguito e che riesce a creare interesse merita di trovare spazio in libreria. È questa una difesa molto debole, poiché le pile di libri nelle librerie di catena e l’occupazione delle librerie indipendenti che si piegano alle proposte della distribuzione sottraggono spazio e interesse a una letteratura di qualità sempre più invisibile. È uscito in questi giorni da Einaudi il libro I racconti di Daniele Del Giudice, uno dei pochi autori italiani di levatura internazionale.

Quello che fino agli anni Novanta sarebbe stato un piccolo evento è passato inosservato sul social più generalista, sui siti specializzati e ha trovato spazio solamente su Twitter grazie al “bot” di Einaudi.


Come per il cinema e per la musica, anche per la letteratura il principale problema è la distribuzione: da una parte c’è la possibilità di avere accesso a qualsiasi libro tramite i canali digitali, dall’altra la distribuzione tradizionale diventa sempre più concentrazionaria. L’incontro “fisico” con il libro diventa sempre più difficile e di questa smaterializzazione che sposta nell’universo digitale la promozione della nuova produzione editoriale gli scrittori “nativi digitali” sanno approfittare meglio di chi ha incominciato con la macchina da scrivere.

Tocca dunque agli editori compiere scelte coraggiose dal punto di vista produttivo, distributivo e promozionale, interrompere il circolo vizioso che ha portato la grande editoria a una mercificazione che rischia di distruggere le basi di un’industria necessaria per la buona salute della società. Quanti grandi gruppi hanno questo coraggio?

I sostenitori del fine (acquisire nuovi lettori) che giustifica i mezzi (produrre libri smaccatamente commerciali) non mancano e talvolta parlano dai pulpiti più insospettabili. In realtà una cosa dovrebbe essere chiara: elitario non è chiedere più spazio per la letteratura di qualità, elitario è coprirne la voce con il rumore di fondo rendendola accessibile e visibile solo alle élite, con il rischio che ne venga messa in discussione la sostenibilità economica e, di conseguenza, l’esistenza.

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