24/7 di Jonathan Crary

Un saggio ci spiega perché il capitalismo sta dando l’assalto al nostro sonno

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Da qualche anno, non senza le legittime proteste dei lavoratori, hanno iniziato a comparire anche da noi i super e gli ipermercati aperti 24/7, paradigmi di un capitalismo che non spegne mai la luce e che ci vuole consumatori senza soluzione di continuità.

Il nuovo territorio da conquistare è ora il sonno, la cui riduzione è un dato di fatto: 10 ore di sonno agli inizi del Novecento, 8 ore qualche decennio fa, 6 ore e mezza per notte un americano medio di età adulta oggi. Come spiega Jonathan Crary in 24/7. Il capitalismo all’assalto del sonno questo avviene perché

“il sonno interrompe risolutamente il furto di tempo che il sistema capitalistico compie ai nostri danni. La maggior parte delle necessità apparentemente fondamentali della vita umana – dalla fame alla sete all’impulso sessuale, al bisogno, più recente, di amicizia – sono state riproposte in versioni mercificate o finanziarizzate. Il sonno pone il problema di un bisogno umano che si può soddisfare solo in un certo intervallo di tempo e non può quindi essere asservito e aggiogato a una macchina per fare profitti, offrendosi così come un’incongrua eccezione, una vera e propria area di crisi nell’ambito dell’attuale globalizzazione”.

Ogni forma di riposo – dal sonno alla pausa durante l’orario di lavoro – viene sottoposta a una progressiva erosione che abbatte conquiste sociali e sindacali:

“Il tempo del riposo umano che consente al lavoratore di ristorare le proprie forze è diventato semplicemente troppo costoso per poter essere contemplato nella struttura del capitalismo contemporaneo”.

Secondo Crary l’attacco del capitalismo al sonno è analogo a quello che si sta portando ai sistemi di protezione sociale in altri ambiti, con molti punti di contatto, per esempio con l’accesso all’acqua potabile che è stato programmaticamente annullato in ogni parte del mondo.

E gli esempi di questa “guerra” contro il sonno non mancano. Il Dipartimento della Difesa americano sta finanziando gli studi delle Università che studiano l’insonnia efficiente: l’obiettivo è creare un soldato libero dal bisogno di dormire, resistente al sonno e sempre pronto all’azione. Come la Storia insegna, in ambito militare si sperimenta quello che si tradurrà inevitabilmente in ambito civile. È successo con tutte le tecnologie e il capitale saprà approfittare in futuro anche degli spazi ricavati da un maggiore periodo di veglia. E su questo tema il libro di Crary, edito da Einaudi, è davvero un ottimo punto di partenza per una riflessione che ci riguarda tutti.

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