William Shakespeare, frasi e citazioni

Le migliori frasi e citazioni dalle opere teatrali di William Shakespeare

LONDON - SEPTERMBER 7: The previously unknown 1623 edition of William Shakespeare's First Folio, described as the most important work in the English Language, which will be going under the hammer at Bloomsbury Auction house on October 7, 2004 in London. The book, which is expected to fetch GBP1 million, was inherited by a Mancunian woman from a distant relative and turned out to be one of only six original copies in private hands. (Photo by Graeme Robertson/Getty Images)   *** Local Caption ***


L’amore, il dolore, l’ambizione, i pregiudizi, il potere, l’esistenza, l’avidità, l’amicizia, la sensualità, la crudeltà, il tradimento, la calunnia, la fantasia, il sogno, la perdita, il possesso, la paternità, tutti i colori e le sfumature dell’animo umano sono state utilizzate con una maestria senza pari nella sapiente poesia di William Shakespeare.

Scegliere le migliori fra le sue frasi e citazioni è davvero un esercizio spericolato tanto è densa e qualitativamente eccelsa la poesia che Shakespeare ha disseminato nei suoi 25 anni di febbrile attività di drammaturgo e poeta.

E allora ecco alcune frasi e citazioni celebri e più sconosciute, da opere come Amleto, Macbeth, Re Lear, Otello, Il Mercante di Venezia che se non si sono lette si sono quantomeno conosciute attraverso le molteplici riduzioni cinematografiche con le quali i migliori registi del mondo hanno voluto confrontarsi con uno dei giganti del canone occidentale.

Lasciatevi andare alla meraviglia. Leggetelo o rileggetelo. Conoscetelo e (ri)conoscetevi.

“Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi”.
(Re Lear)

“Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte”.
(Il mercante di Venezia)

“Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia”.
(Amleto)

“Tutti gli uomini sanno dare consigli e conforto al dolore che non provano”.
(Molto rumore per nulla)

“Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo”.
(Romeo e Giulietta)

“Quegli amici che hai e la cui amicizia hai messo alla prova, aggrappali alla tua anima con uncini d’acciaio”.
(Amleto)

“Essere o non essere, questo è il problema. È forse più nobile soffrire, nell’intimo del proprio spirito, le pietre e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o imbracciar l’armi, invece, contro il mare delle afflizioni, e combattendo contro di esse metter loro una fine? Morire per dormire. Nient’altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest’è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire per dormire. Dormire, forse sognare. È proprio qui l’ostacolo; perché in quel sonno di morte, tutti i sogni che possan sopraggiungere quando noi ci siamo liberati dal tumulto, dal viluppo di questa vita mortale, dovranno indurci a riflettere. È proprio questo scrupolo a dare alla sventura una vita così lunga!”
(Amleto)

“Quando non c’è più rimedio è inutile addolorarsi, perché si vede ormai il peggio che prima era attaccato alla speranza. Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali. Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa. Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso”.
(Otello)

“Non sei senza ambizione, ma ti manca la crudeltà che deve accompagnarla”.
(Macbeth)

“Ci sono pugnali nei sorrisi degli uomini”.
(Macbeth)

“Se ci pungete, non sanguiniamo, e se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate, non moriamo? E se ci fate torto, non ci vendicheremo?”
(Il mercante di Venezia)

“Se fare fosse facile quanto sapere ciò che va fatto, le cappelle sarebbero chiese e le catapecchie dei poveri palazzi principeschi”.
(Il mercante di Venezia)

“I nostri corpi sono i nostri giardini dei quali le nostre volontà sono i giardinieri”.
(Otello)

“Quand’anche foste casta come il ghiaccio, e pura come la neve, non sfuggireste per questo alla calunnia”.
(Amleto)

“Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita”.
(La tempesta)

“Quando non sarai più parte di me ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelle, allora il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte”.
(Romeo e Giulietta)

“Il pazzo, l’amante e il poeta non sono composti che di fantasia”.
(Sogno di una notte di mezza estate)

“Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia ritenermi Re di uno spazio infinito, se non fosse che faccio brutti sogni”.
(Amleto)

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