William Shakespeare, le opere e la biografia

Il prossimo 23 aprile ricorrerà il 400esimo anniversario della morte di William Shakespeare

Il prossimo 23 aprile sarà il 400esimo anniversario della morte di William Shakespeare, drammaturgo e poeta considerato come il più importante scrittore di lingua inglese mai esistito, nonché il più celebrato drammaturgo della cultura occidentale.

Il “Bardo dell’Avon” ha lasciato ai posteri un corpus di 37 testi teatrali e 154 sonetti, più alcuni altri poemi.

William Shakespeare: la biografia


Nato il 23 aprile 1564 a Stratford-upon-Avon, piccola cittadina inglese delle Midlands Occidentali situata a una trentina di chilometri da Birmingham, il giovane William Shakespeare lavorò come guantaio e conciatore nella bottega del padre John. A 18 anni sposò Anne Hathaway, che lo rese padre si Susannah nel 1583. Due anni dopo, nel 1585, nacquero i gemelli Hamnet e Judith.

Fra il 1585 e il 1592 non vi sono documenti sulla vita del Bardo , sono i cosiddetti anni perduti che molti storici hanno colmato con racconti leggendari. I primi documenti che ci segnalano Shakespeare a Londra sono, dunque, del 1592. I successi ottenuti dall’Enrico VI suscitarono l’invidia dei contemporanei, come Robert Greene.

Nel 1594 Shakespeare si unì o contribuì alla formazione della Compagnia teatrale Lord Chamberlain’s Men. Alla morte di Elisabetta I e con l’incoronazione del figlio Giacomo I, avvenuta nel 1603, la compagnia venne adottata dal monarca, cambiò il suo nome in The King’s Men e Shakespeare ne rivestì il triplice ruolo di amministratore, drammaturgo e attore.

A partire dal 1613 Shakespeare smise di scrivere. Il 23 aprile 1616 Shakespeare morì nel giorno del suo 52esimo compleanno.

William Shakespeare: le opere


L’opera letteraria di William Shakespeare si concentra in un periodo di un quarto di secolo: anche se le datazioni dei suoi drammi e delle opere poetiche restano piuttosto incerti, si presuppone che l’Enrico VI sia stato scritto fra 1588 e il 1592 e che il Cardenio sia stato messo in scena nel 2013, anche se di questa opera, così come delle Pene d’amore vinte il testo è andato perduto.

Le opere teatrali di Shakespeare sono suddivise in tre generi: le tragedie, le commedie e i drammi storici.

Le tragedie sono: Tito Andronico (1589-1593), Romeo e Giulietta (1594-1596), Giulio Cesare (1599), Amleto (1600-1602), Troilo e Cressida (1601), Otello (1604), Re Lear (1605-1606), Timone di Atene (1605-1608), Macbeth (1605-1608), Antonio e Cleopatra (1607), Coriolano (1607-1608) e Cimbelino (1609).

Le commedie sono: I due gentiluomini di Verona (1590-1595), La commedia degli errori (1592), La bisbetica domata (1593), Pene d'amore perdute (1593-1596), Il mercante di Venezia (1594-1597), Sogno di una notte di mezza estate (1595), Molto rumore per nulla (1598-1599), Come vi piace (1599-1600), La dodicesima notte (1599-1601), Le allegre comari di Windsor (1599-1601), Tutto è bene quel che finisce bene (1602-1603), Misura per misura (1603), Pericle principe di Tiro (1607-1608), La tempesta (1611) e Il racconto d'inverno (1610-1611).
I drammi storici sono Enrico VI, parte I (1588-1590), Enrico VI, parte II (1588-1592), Enrico VI, parte III (1588-1592), Riccardo III (1591-1592), Riccardo II (1595), Enrico V (1598-1599), Enrico IV, parte I (1597), Enrico IV, parte II (1598), Enrico VIII (1612-1613) e Re Giovanni (1590-1597).

Per quanto riguarda l’opera poetica, i Sonetti (databili fra il 1591 e il 1604) sono, senza dubbio, fra le poesie più conosciute e studiate della cultura anglosassone. Altri cinque poemi, fra cui Venere e Adone e La fenice e la tortora completano il corpus letterario giunto fino ai giorni nostri.

William Shakespeare: lo stile


Le opere di Shakespeare sono la rielaborazione di storie tratte da cronachisti inglesi, da altri prosatori europei (alcuni italiani) oppure (più raramente) frutto della sua fervida immaginazione. La forma peoetica standard di Shakespeare è il blank verse, già utilizzato nella tradizione classica del XIII e XIV secolo e adottato dal coevo drammaturgo e poeta Christopher Marlowe. I suoi versi di dieci sillabe non erano in rima. Nel corso del tempo il suo stile ha subito una trasformazione e si è arricchito di nuove variazioni fra cui enjambement, inversioni fra soggetto e oggetto e omissioni di parole.

Proponendo un teatro innovativo, contrario ai dettami del classicismo, Shakespeare per circa un secolo e mezzo visse all’ombra di autori suoi contemporanei come Ben Johnson. Il suo recupero iniziò nel Settecento grazie a Samuel Johnson e Edmond Malone, per esplodere fra l’illuminismo e il romanticismo grazie al supporto di “sponsor” eccellenti come Goethe, Coleridge, Stendhal, Hugo, Schlegel e Voltaire.

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