I libri e i romanzi più belli di Umberto Eco, quali sono

Da Il nome della Rosa a saggi come Apocalittici e integrati; i libri, romanzi e saggi più belli di Umberto Eco.

Quali sono i libri più belli, più famosi e più importanti di Umberto Eco, morto ieri all'età di 84 anni? Prima di tutto, è necessario dire come il decesso del grandissimo intellettuale, romanziere, semiologo è un duro colpo per la nostra cultura: con lui se ne va uno dei nomi italiani più noti nel mondo della cultura alta, forse l'ultimo in grado davvero di avere notorietà e prestigio internazionale. Umberto Eco, prima di tutto, è sempre stato un semiologo, uno studioso delle lingue e dei segni; ma la sua notorietà è sempre derivata, innazitutto, dai suoi romanzi storici e dai suoi saggi sulla società e che hanno approfondito in maniera spietata l'impatto dei mass media sulla nostra cultura.

Tra i libri più belli di Umberto Eco, ne selezioniamo cinque. E ovviamente non si può che partire da:

- Il nome della rosa: scritto nel 1980, è uno dei romanzi italiani di maggior successo nel mondo, avendo anche ottenuto una (buona) trasposizione cinematografica con il film con Sean Connery e Christian Slater del 1986. Ambientato nel medioevo (1327) all'interno di un monastero benedettino, utilizza il classico espediente del "libro maledetto" per narrare del rapporto tra religione e razionalità, tradizione e modernità, vecchiaia e giovinezza. Vari livelli di lettura, ma il successo di questo stupendo romanzo è innanzitutto dovuto all'essere un vero e proprio giallo che tiene con il fiato sospeso, immerso in un'ambientazione tanto affascinante quanto inquietante. Da leggere assolutamente.

- Il pendolo di Foucault: seconda opera di narrativa di Eco, non avrà il successo ineguagliato de Il nome della rosa (che è l'unica opera di enorme popolarità scritta da Eco) ma è uno dei suoi romanzi più apprezzati. Pubblicato nel 1988, è un viaggio esoterico nel mondo della Cabala, dell'alchimia, del complotto, dei Templari; tutti temi che hanno sempre appassionato il celebre scrittore e che saranno riprodotti in altri romanzi.

- Baudolino: pubblicato nel 2000, anche in questo caso l'ambientazione è medievale (1154) nella campagna piemontesa dove poi sorgerà Alessandria (città natale di Eco). Romanzo picaresco, riconducibile al filone di Don Chischotte, attraversa la storia, i miti, le tradizioni e la leggenda: "Narra la storia di Baudolino, un giovane ragazzo di campagna piemontese proveniente dalla Frascheta dove successivamente sorgerà Alessandria, che nel 1154, all'età di tredici anni, viene adottato dall'imperatore Federico Barbarossa. Il giovane si rivela un birbante e bugiardo incallito, ma come per incanto tutto quello che inventa finisce per fare storia, come la canonizzazione di Carlo Magno, il Graal o la creazione della lettera del Prete Giovanni", specifica bene Wikipedia.

- Apocalittici e integrati: passiamo ai saggi, quelli che forse non hanno segnato la notorietà di Umberto Eco, ma hanno sicuramente giocato un ruolo essenziale per la cultura e la società italiana. Come detto, Umberto Eco si occupava innanzitutto di semiotica, materia però troppo poco fruibile dalle masse per uscire dall'accademia. E infatti il suo saggio più famoso (che utilizza anche strumenti della semiotica, ma senza rimanere confinato in quel campo) è senza ombra di dubbio il classico Apocalittici e integrati, del 1964: il rapporto tra la cultura e i mezzi di comunicazione di massa sono alla base di questo lavoro, ancora oggi, nonostante tutto, attuale. Due i temi centrali: il rapporto con la televisione (e l'importanza di fare un utilizzo consapevole del mezzo, invece di criticarlo a priori) e la musica leggera, in cui si pone il problema di come le scelte commerciali dettino le regole di quella che dovrebbe essere, comunque, prima di tutto una produzione artistica.

- Come si fa una tesi di laurea, 1977. Si può inserire questo saggio tra i libri più belli di Umberto Eco? Secondo me sì, se non altro perché, ancora oggi, a quasi 40 anni di distanza, è l'opera che tantissimi studenti universitari comprano - o si fanno prestare dai genitori - nel momento clou della loro carriera accademica. D'altra parte, in quarant'anni, il mondo è cambiato profondamente, ma le tesi di laurea si fanno ancora seguendo quelle regole e norme che Umberto Eco ha perfettamente riassunto in un'opera fondamentale, seppur molto pratica.

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