Io, morto per dovere: il libro su Roberto Mancini, l’uomo che scoprì la Terra dei Fuochi

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L’uomo che per primo ha denunciato i veleni della Terra dei Fuochi si chiamava Roberto Mancini. A lui è dedicato il libro Io, morto per dovere scritto da Luca Ferrari e Nello Trocchia ed edito da Chiarelettere. La prefazione del libro è a cura di Beppe Fiorello che sarà il protagonista della fiction Rai Io non mi arrendo ispirata alla figura di Mancini e alla sua lotta contro le ecomafie e i veleni della Terra dei Fuochi. La postfazione è a cura della moglie Monika Dobrowolska Mancini.

Il libro racconta la parabola di Roberto Mancini, dalla sua militanza nella sinistra extraparlamentare negli anni della contestazione alla scelta di diventare un poliziotto in prima fila nella difesa della legalità.

Il libro di Luca Ferrari e Nello Trocchia va oltre le vicende narrate nella fiction in onda in questi giorni e mette insieme le testimonianze dei suoi colleghi, della moglie Monika e della figlia Alessia che aveva tredici anni quando il padre è morto il 30 aprile 2014. Nel libro ci sono anche i documenti, dieci anni di lavoro alla Criminalpol e quindi la testimonianza dello stesso Mancini, le cui indagini furono in anticipo sui tempi di 15-20 anni.

Mancini è stato il primo poliziotto a investigare sui rifiuti tossici smaltiti abusivamente nei terreni della Campania, in quel territorio fra le province di Napoli e Caserta nel quale sono situati 57 comuni e in cui risiedono 2 milioni e mezzo di abitanti.

io-morto-per-dovere_ferrari-trocchia.jpg A metà degli anni Novanta, quando era alla Criminalpol, Mancini smascherò i legami fra camorra e imprenditoria, fra politica, massoneria e criminalità organizzata.

Le sue informative vennero trascurate e il problema della Terra dei Fuochi divenne di dominio pubblico quando il danno era ormai irreparabile. Durante i sopralluoghi sui terreni inquinati e respirando l’aria tossica dei roghi, Mancini si ammalò di cancro fino a morirne a 53 anni.

Nell’informativa degli anni Novanta era già stato descritto il sistema venuto a galla solamente pochi anni or sono. E quei documenti stanno giocando e giocheranno un ruolo importante nel processo contro Cipriano Chianese, l’uomo chiave dell’ecomafia campana che per anni ha smaltito illegalmente nelle campagne della Campania i rifiuti industriali delle aziende del Nord.

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