Andare, camminare, lavorare di Angelo Ferracuti

Nel libro edito da Feltrinelli “l’Italia raccontata dai portalettere”

6783328_1151521-copia.jpg

Si chiama Andare, camminare, lavorare, come una vecchia canzone di Piero Ciampi, il libro di Angelo Ferracuti che per alcuni anni è andato, ha camminato e ha lavorato come portalettere e che questa esperienza ha deciso di riversare sulle pagine in un libro-reportage sorprendente che racconta l’Italia vista dal punto di vista dei portalettere.

Perché con i loro passi e le loro pedalate i portalettere entrano nelle case della gente, si immergono nelle realtà più differenti, osservano, conoscono e incontrano. Nell’era della comunicazione digitale e delle centinaia di “amici” su Facebook, loro continuano a incrociare “fisicamente” le traiettorie dei destinatari delle missive.

E Ferracuti ha avuto l’intuizione di raccontare l’Italia vista dall’osservatorio privilegiato dei portalettere. E così si raccontano la Prato dei cinesi e la Roma periferica di Pietralata, la Napoli dei Quartieri Spagnoli e L’Aquila che risorge dopo il terremoto, il campo nomadi di Alba e la Ventimiglia dove gli immigrati spettano di poter attraversare il confine, i boschi trentini di Predazzo e il porto di Genova.

La narrazione di Ferracuti e i racconti dei vari “corrispondenti” che a lui riferiscono dalle metropoli e dalle zone meno abitate del Paese, si mescolano agli scrittori che hanno raccontato il Paese nel secolo scorso: Buzzati, Guareschi, Pavese, Morante, Bianciardi, Biamonti e Alvaro. Questo corposo racconto (352 pagine) edito da Feltrinelli è l’ultimo libro di Ferracuti, scrittore che alterna fiction e non fiction e che in passato si è aggiudicato alcuni premi proprio con alcuni interessanti reportage narrativi.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 2 voti.  

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO