Roberto Ferrucci a Blogo: "Non fosse per Venezia avrei già lasciato l'Italia"

Una chiacchierata con l'autore di "Venezia è laguna", edito da Feltrinelli per la collana Zoom

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Un veneziano racconta in un libro i 'mostri della laguna', le gigantesche navi da crociera che - tra mille polemiche mai tramontate - squarciano l'orizzonte della Serenissima: parliamo di "Venezia è laguna", di Roberto Ferrucci (Feltrinelli - collana Zoom). Lo abbiamo incontrato per voi.

Come nasce un tuo libro?

Ogni mio libro è il risultato di anni e anni di lavoro, prima dentro di me e poi sulla pagina. Anni di appunti affastellati, di pensieri confusi, poi sempre meno affastellati, meno confusi, che prendono forma e sgorgano poco a poco sul foglio ma con lentezza, con lunghe pause. Io sono uno che pubblica poco ma che scrive sempre. Invidio molto i miei amici e colleghi capaci di sfornare ottimi libri addirittura ogni anno. Ma i miei ritmi sono questi, anche se ora, per la prima volta, sto lavorando a due romanzi contemporaneamente, entrambi – dopo anni – verso la fine. E comunque non si tratta solo di lentezza. Credo che la scrittura di un romanzo abbia intrinseca la necessità di pause, a volte anche lunghe. Nei laboratori di scrittura che tengo in giro (anche alla facoltà di Lettere dell'Università di Padova), le prime cose che dico sempre è che si diventa veri scrittori il giorno in cui non si ha più la smania della pubblicazione e, soprattutto, quando si inizia a cancellare, a buttare via (non proprio buttare via: togliere, escludere, mettere da parte, poi un giorno chissà). Ogni mio libro è dunque la sintesi che si ottiene alla fine di un lungo percorso.

Qual è la tua situazione preferita per scrivere?

Questa, cioè il luogo in cui sto rispondendo alle vostre domande: il Caffè La Serra, a Venezia in questo caso, accanto a casa, ma potrebbe essere un bistrot di Parigi (dove da qualche anno conduco un atelier di scrittura, uno a stagione), la brasserie Skipper a Saint-Nazaire (dove sono stato in residenza alla Meet e città che ho raccontato in Sentimenti sovversivi e in Venezia è laguna e dove torno appena posso), il Café Belga in Place Flagey a Bruxelles (a due passi da casa dello scrittore Jean-Philippe Toussaint, città dove sono stato nella residenza per scrittori Passa Porta), il bar Flotante a Ibiza (mio fratello fa il dj, a volte affitta un appartamento lì e io ci vado fuori stagione a scrivere), oppure Villa La Marelle, residenza per scrittori a Marsiglia, o il College des traducteurs littéraire di Arles (sì ogni tanto traduco dei romanzi dal francese, però solo quelli di Jean-Philippe Toussaint e Patrick Deville) o, nel giugno e luglio 2016, a Villa Yourcenar, poco lontano da Lille, dove sarò in residenza di scrittura. Insomma, la mia situazione preferita per scrivere è altrove. O ovunque, se volete, perché – ovvio – scrivo anche a casa, o in vaporetto, o in aereo, in metropolitana. E poi scrivo anche quando cammino, lavo i piatti, dormo, perché uno scrittore non smette mai di scrivere. Già, alla fine mi accorgo che la mia situazione preferita per scrivere è dove capita o, più semplicemente, è la pagina, poco importa se quella azzurrina retroilluminata dell'iPad, quella a righe del Moleskine o il retro di uno scontrino.

Il tuo rapporto con la città di Venezia

Un rapporto d'amore, senza dubbio. Non fosse per Venezia e per la persona con cui vivo che con me ha scelto di stare a Venezia e ci lavora, avrei già lasciato da tempo l'Italia. E questo nonostante oggi Venezia sia in mano a una serie di lobbies che la stanno sfruttando spudoratamente e sotto gli occhi – indignati – del mondo intero. Lobbies appoggiate, ahimè, da una gran parte dei veneziani, sia del centro storico, sia della terraferma, che non hanno saputo far di meglio che consegnare la città nelle mani di un nuovo sindaco che è il riassunto di quanto ho illustrato finora, una figura che noi italiani conosciamo bene: quella dell'imprenditore che si è fatto da solo, che millanta di avere la soluzione a tutti i mali e che intanto si gode da dentro le istituzioni i suoi conflitti di interesse. Un sistema di potere che combatto da anni dalle colonne del Corriere del Veneto, o de L'Humanité in Francia, e nei miei libri più recenti, come Venezia è laguna, che racconta le grandi navi in chiave romanzesca, attraverso lo sguardo e i sentimenti di chi questa città la vive, la ama e subisce sulla propria pelle e nelle proprie anime i soprusi dei pochi che la stanno spremendo. Continuerò a farlo, certo, scriverò, racconterò, ma allo stesso tempo me ne starò più a lungo lontano, per respirare meglio, per guardare tutto con più distacco e raccontarlo, allora – spero – con maggiore lucidità.

Pubblichi anche in ebook: è importante secondo te? Che futuro ha secondo te la lettura su ebook?

È molto importante pubblicare in formato digitale. Con la sparizione delle riviste letterarie (sparite in Italia. In Francia scrivo regolarmente su Siècle 21, rivista di letteratura internazionale, tradotto da Claudette Krynk) gli scrittori non hanno più un luogo dove poter pubblicare testi che sono sì brevi, ma che hanno una grande forza narrativa. Non sempre puoi star lì ad aspettare la raccolta da mettere insieme, oltre al fatto – è cosa nota – che gli editori evitano il più possibile di pubblicare raccolte di racconti, anche di autori affermati. In più, spesso, ci sono racconti che hanno più impatto da soli, senza altri attorno. Certo, si potrebbe pubblicarli in rete, ma noi autori abbiamo bisogno del confronto, di un direttore di collana, la Zoom di Feltrinelli, come Fabio Di Pietro e una editor come Giulia Romano, che leggono il tuo testo e lo discutono insieme a te, prima di pubblicarlo. È importantissimo questo passaggio, sempre più spesso trascurato. Per quel che riguarda la lettura, uno dei vantaggi è di sicuro, a una certa età, la dimensione del carattere, che posso ingrandire o ridurre a seconda, oppure, essendo spesso in viaggio, la possibilità di avere un'intera biblioteca dentro a una leggerissima tavoletta di plastica. Poi, ovvio, il fascino del libro di carta non svanirà mai e sono felice che in Francia, l'anno prossimo, Venezia è laguna uscirà per la casa editrice La Contre Allée in una bellissima edizione cartacea.

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