Tiratura illimitata di Andrea Daniele Signorelli

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In Italia mancava un saggio che affrontasse in maniera specifica una delle questioni nodali del dibattito relativo all’informazione online: quello della sua sostenibilità. Andrea Daniele Signorelli ha colmato questa lacuna portando sulle pagine di Tiratura illimitata la sua esperienza di giornalista attivo su numerose testate, fra cui Blogo, ma anche l’acutezza di sguardo di chi cerca oltreconfine modelli virtuosi in grado di diventare un punto di riferimento per chi voglia continuare a fare questo mestiere.

I modelli individuati da Signorelli sono cinque: c’è il mecenatismo nei confronti di una testata storica (quello di Jeff Bezos, fondatore di Amazon che ha acquistato il Washington Post), c’è il mecenatismo a favore di una testata nuova (quello di Pierre Omydar, numero uno di eBay che finanzia The Intercept), c’è il giornalismo investigativo for-profit di Mediapart, il native advertising di BuzzFeed e il modello di business “misto” di Politico che capitalizza al meglio l’autorevolezza guadagnata nelle stanze di Washington.

Convinto che una testata debba “partire dalla costruzione della sua reputazione, elemento indispensabile per poter poi puntare su aspetti che non siano le pure e semplici visualizzazioni”, Signorelli analizza con grande lucidità quelle che sono le criticità dei modelli di business dominanti, quelli che si basano su logiche meramente quantitative. Pur criticando i parossismi del clickbaiting, Signorelli spiega come la promozione sui social network possa avere anche aspetti positivi quando si condividono contenuti di qualità e/o di servizio per il lettore. Se è vero che dai social non si può prescindere è altresì vero che occorrerebbero anche una deontologia e una policy della condivisione, per sfuggire alle logiche della caccia ai click a ogni costo penalizzanti sul medio-lungo termine.

Signorelli parla anche di Seo affermando, con tanto di esempi pratici, che un prodotto giornalistico pensato nell’ottica di una ottimizzazione delle ricerche “premia tutti: editori, giornalisti e lettori”. Perché? Gli editori perché un post con le giuste keyword ha una “vita” più lunga e maggiori possibilità di far registrare ottime performance, i giornalisti perché la Seo può valorizzarne il lavoro e i lettori perché possono trovare quello che stanno cercando e non quello che viene proposto dalle homepage o dai social.

Oltre all’attenta analisi di Signorelli, il saggio edito da Mimesis contiene le interviste ad Alberto Puliafito, direttore di Blogo, a Jacopo Tondelli, direttore de Gli Stati Generali, e a Bertram Niessen, Giacomo Giossi e Marco Liberatore di che Fare, i quali, portando la loro esperienza nell’informazione digitale, completano un saggio che apre nuove prospettive per un mestiere chiamato a ripensare i propri principi in un contesto post industriale nel quale non mancano opportunità per continuare a fare del buon giornalismo e per distinguersi dal rumore di fondo.

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