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Libri interrotti (e mai finiti)

Pubblicato: 27 mar 2007 da Manila Benedetto

In Inghilterra fanno sempre delle belle ricerche di mercato editoriale.
E così è di qualche giorno fa la diffusione dei dati sui “libri interrotti”, ovvero quelli che i lettori iniziano ma non finiscono mai di leggere.
Quello che più sconvolge è che la metà degli intervistati ha affermato di comprare un sacco di libri à la page solamente per esibirli in salotto, senza avere nessuna intenzione di leggerne più del risvolto di copertina o di qualche pagina a caso.
I “libri interrotti” più gettonati sono quelli di autobiografie di attori, calciatori, cantanti, politici, libri che scalano presto le vette delle classifiche ma che muoiono ben presto, lasciando niente dietro (se non un gran giro di soldi).
Ma tra i libri che non si riesce a finire di leggere spiccano anche dei grandi classici, partendo dall’Ulisse di Joyce (sfido chiunque a finire la lettura d’un fiato), ma fa sua bella mostra anche Harry Potter: pare, infatti, che il quarto capitolo della saga, Harry Potter il calice di fuoco, sia stato un “mattone” per molti.

Nei commenti a questo post invito tutti a confessare i nostri libri mai terminati e di cui in verità ci vorremmo liberare.
Perché, mi chiedo, invece di lasciare i libri in bella mostra in libreria o dimenticarli sul comodino, non possiamo scambiarli?
Vi confesso il mio: Le uova del drago di Buttafuoco.

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di galloway

    galloway

    27 mar 2007 - 11:16 - #1
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    I libri non vanno necessariamente tutti letti dall’inizio alla fine. Sembrerebbe trattarli come un piatto servito a tavola da mangiare, digerire, e poi passare a un altro. I libri, invece, vanno assaggiati, gustati, lasciati fermentare, dimenticati, ripresi, risvegliati, riletti, dal centro o dalla fine, riposti e dimenticati. Quando, dove e come ci pare, non per conoscere un determinato fatto, una certa storia o storiella, un preciso avvenimento o un singolare personaggio. I libri sono fatti da tanti innumerevoli pezzi, stringhe di vita, di saperi e di conoscenza, di ogni uomo, perchè, non dimentichiamolo mai, ogni libro è un uomo.

  • Lorenzo C

    27 mar 2007 - 12:55 - #2
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    Invece i libri vanno finiti, e letti integralmente.

    L’opera è tale in quanto concezione unitaria della’artista.

    I miei libri non finiti?

    pochi… che io ricordi… Il piacere di D’Annunzio e Sulla strada di Kerouac.

    Poi qualche saggio… ma lì il discorso è diverso..

  • Profilo di tilly

    tilly

    27 mar 2007 - 12:58 - #3
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    Sono incapace di interrompere un libro, purtroppo anche se non mi piace sento l’esigenza di finirlo a tutti i costi, come è stato nel caso del noiosissimo “Ho voglia di te” di Moccia, solo per citare l’ultima lettura portata avanti con enorme sforzo.
    Sono d’accordo sul fatto che sia più giusto scambiarsi i libri piuttosto che lasciarli marcire su uno scaffale, per questo pratico il bookcrossing.

  • Cate

    27 mar 2007 - 13:38 - #4
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    Qual è il link alla ricerca? dove si possono trovare informazioni?

    grazie!

  • Profilo di galloway

    galloway

    27 mar 2007 - 14:41 - #5
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    Francesco Bacone, nei suoi famosi “Saggi” pubblicati nel 1552, scrivendo sull’importanza degli “Studi”, ebbe modo di occuparsi del modo migliore per utilizzare i libri. Ricordiamo che la stampa era stata inventata solo da poco tempo prima, ma già si avvertiva la necessità di mettere ordine in un’attività ed una impresa umana che poi sarebbe diventata sempre più importante ed essenziale.

    Some books are to be tasted, others to be
    swallowed, and some few to be chewed and digested; that is, some books are to be read only in parts; others to be read, but not curiously;
    and some few to be read wholly, and with diligence and attention. Some books also may be read by deputy, and extracts made of them by others; but that would be only in the less important arguments, and the meaner
    sort of books, else distilled books are like common distilled waters, flashy things. Reading maketh a full man; conference a ready
    man; and writing an exact man. And therefore, if a man write little, he had need have a great memory; if he confer little, he had need have
    a present wit: and if he read little, he had need have much cunning, to seem to know, that he doth not. Histories make men wise; poets witty; the mathematics subtile; natural philosophy deep; moral grave; logic and rhetoric able to contend.

    Alcuni libri devono essere gustati, altri masticati e digeriti, vale a dire che alcuni libri vanno letti solo in parte, altri senza curiosità, e altri per intero, con diligenza ed attenzione. Alcuni libri possono essere letti da altri e se ne possono fare degli estratti, ma ciò riguarderebbe solo argomenti di scarsa importanza o di libri secondari perché altrimenti i libri sintetizzati sono come l’acqua distillata, evanescente. La lettura completa la formazione di un uomo; il parlare lo fa abile, e la scrittura lo trasforma in un uomo preciso. E, pertanto, se un uomo scrive poco, deve avere una grande memoria, se parla poco ha bisogno di uno spirito arguto; se legge poco deve avere bisogno di molta astuzia in modo da far sembrare di sapere quello che non sa. Le storie fanno gli uomini saggi; i poeti arguti; la matematica sottile; la filosofia naturale profondi; la logica e la retorica abili nella discussione.

  • chiarafattori

    27 mar 2007 - 17:38 - #6
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    La Mazzantini, “Il catino di zinco”, con i suoi successivi non ci ho nemmeno provato. Di solito mi dispiace non finire i libri e mi sforzo di farlo, ma con questa autrice ho provato vera gioia ad accantonarla :)

  • Profilo di ManilaB

    ManilaB

    28 mar 2007 - 07:06 - #7
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    Cate ti segnalo solo il link principale, quello del Corriere. Se cerchi in giro se ne parla molto:
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/12/libri.shtml

  • carro128

    28 mar 2007 - 12:58 - #8
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    Incredibile, pensavo di essere l’unico a non aver finito Sulla Strada di Kerouac (che avevo trovato pallosissimo).
    Da allora (20 anni fa) mi sono sempre preso l’impegno di finire un qualsiasi libro che ho cominciato per cui quello resta l’unico.
    Il problema è che certi libri cominciano male e si tengono male anche fino a metà e poi diventano bellissimi. Per questo porto a compimento ogni lettura e chissà, forse un giorno proverò a rileggere Kerouac

  • paolo645

    30 mar 2007 - 19:59 - #9
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    IL FU MATTIA PASCAL nun c’a faccio ma tanta letteratura italiana è idigeribile ma anche l’Insostenibile leggerezza dell’essere è effettivamente INSOSTENIBILE

  • simone piazzesi

    01 apr 2007 - 23:21 - #10
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    non ho finito “ingannevole è il cuore più di ogni cosa” di j.t.leroy, “l’isola del giorno prima” di eco, “le mille e una notte” (per ovvie ragioni di pagine…), “camere separate” di p. tondelli e forse altri… però dispiace sempre quando succede…

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