#FreeAshraf, la campagna di liberazione per il poeta condannato a morte per blasfemia

Il poeta palestinese Ashraf Fayadh è stato condannato a morte da un tribunale dell'Arabia Saudita

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Ashraf Fayadh, poeta, artista e curatore 35enne, è stato condannato a morte lo scorso 17 novembre da un tribunale dell'Arabia Saudita.
I capi per cui è stato accusato sono la blasfemia, la rinuncia all’Islam, l'aver fatto propaganda per l’ateismo e per aver assunto comportamenti contrari alla legge, come avere i capelli lunghi, fumare in pubblico e avere foto che lo ritraggono con donne.
A Fayadh – che si è dichiarato un “musulmano fedele” – sono stati dati 30 giorni per appellarsi contro la sua condanna a morte, sebbene la legge saudita sia nota per la sua scarsa democrazia:  Fayadh per esempio ha dichiarato di non aver diritto ad un avvocato durante il processo .

Secondo il tribunale, l'accusa di ateismo deriva dai testi pubblicati dal poeta, di origini palestinesi, inclusi nell’antologia Instructions within, di aver avuto relazioni illecite, di aver mancato di rispetto al profeta Maometto e di aver minacciato la moralità saudita. L'uomo ha respinto le accuse, spiegando inoltre che il suo libro "riguarda solo la sua storia di rifugiato palestinese" e parla di argomenti culturali e filosofici.

Fayadh  è rappresentante dell’organizzazione di artisti britannico-saudita Edge of Arabia. Nel 2013 è stato tra i curatori della mostra Rhizoma alla Biennale di Venezia. È stato arrestato nel gennaio del 2014 e nel maggio dello stesso anno è stato condannato a quattro anni di prigione e 800 frustate da un tribunale di Abha, nel sudovest dell’Arabia Saudita. Dopo che il suo primo ricorso è stato respinto, una nuova corte lo ha condannato a morte.

Tante le azioni e le campagne per la liberazione di Fayadh,  sotto l'hashtag #FreeAshraf.  Secondo gli amici, Fayadh sarebbe vittima di discriminazione perché rifugiato palestinese. Inoltre, molti credono che alla base della sua condanna a morte ci sia un video - attualmente offline -  che l'uomo  ha pubblicato mesi fa su YouTube.Il video mostrava i mutaween sauditi (una polizia religiosa, che vigila sul rispetto della sharia) mentre fustigavano un uomo in pubblico.

Credit | Twitter

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