Questa vita di Vito Mancuso

Il saggio di Vito Mancuso è un’interessante ipotesi per un nuovo umanesimo in grado di conoscere, nutrire e proteggere tanto il corpo quanto la mente

La vita è respiro e alimentazione. È questo che accomuna i viventi e Questa vita di Vito Mancuso cerca di spiegare quali siano le leggi universali che regolano la vita, quali i nutrimenti di cui essa ha bisogno e quali le relazioni che si instaurano fra i viventi alla ricerca di una reciproca protezione e di reciproci nutrimenti.

Mancuso ha insegnato presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e l’Università degli Studi di Padova ed è editorialista su La Repubblica. Fra i suoi libri di maggiore successo ci sono Io e Dio. Una guida dei perplessi (2011), Il principio passione (2013) e Piccola filosofia dell’amore (2014).

In Questa vita Mancuso risale alle origini e alla nascita della vita sulla Terra proponendo una visione in cui la vita non procede solamente per mutazioni casuali o per selezioni egoistiche e darwiniane. No, secondo Mancuso la vita procede secondo una continua e armoniosa aggregazione il cui senso intrinseco è il bene. Nelle 138 densissime pagine di questo saggio, Mancuso ci conduce in un percorso in tre parti che inizia con la conoscenza. Perché innanzitutto bisogna conoscere il percorso incredibile che ci ha condotti dal big bang all’esplorazione umana dello spazio. Secondariamente, Mancuso si occupa del nutrimento che deve essere dato alla vita, un nutrimento che, come spiega lungamente nel secondo capitolo, non può essere esaurito dall’acqua, dal cibo e dall’aria che nutrono il corpo, ma si deve estendere a tutto ciò che di immateriale nutre lo spirito e l’intelligenza umana: relazioni, emozioni, arte, musica, pensiero e meditazione.

Come ogni altro corpo fisico nell’universo conosciuto, il nostro organismo è energia + informazione, il che comporta che noi, per nutrirci, abbiamo bisogno di assumere sia energia sia informazione.

spiega Mancuso, specificando come l’equilibrio vitale sia il frutto di un bilanciamento fra ordine e disordine:

Senza logos la vita dello spirito si tramuta in arbitrio, soggettivismo, individualismo, anarchia esistenziale, capriccio, libertà nel senso di libertinaggio; senza caos però la vita dello spirito conosce solo la rigidità del dovere e si trasforma in uniformità, conformazione, inquadramento, con il risultato di spegnere la fiamma della libertà e di risultare incapace di autonomia, creatività, umorismo.

La vita viene vissuta pienamente solamente quando la forza prorompente del caos che può portare all’autodistruzione viene regolata dal logos che la trasforma in un’energia costruttiva.

L’ultima parte è dedicata alla protezione della vita. Pur partendo dalla constatazione che l’assenza di violenza verso altri viventi è incompatibile con la sopravvivenza (e a dirlo era lo stesso Gandhi affermando che anche strappare un vegetale dalla terra è una forma di violenza), Mancuso sottolinea come sia proprio la ricerca dell’armonia con gli altri viventi la forma più sicura di protezione per la nostra stessa esistenza.

Nel nostro mondo aumentano quotidianamente le conoscenze scientifiche mentre la saggezza e la sapienza rimangono ferme, il che si traduce in aumento del potere tecnologico e in aumento della produzione (il famoso Pil) senza che vi sia un’idea che orienti tutto ciò, a parte, ovviamente la fame di profitto. La conseguenza è un meccanismo impazzito, paragonabile a una nave priva del pilota e guidata da un cieco macchinista cui interessa unicamente la velocità,

conclude Mancuso, auspicando un modello di vita che vada al di là dei culti religiosi e che abbia come unico obiettivo la pace e l’armonia fra gli individui. Un libro universale, le cui parole rimbombano con un’eco ancora più forte in questi giorni di sonno della ragione.

Questa vita

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